Sorvegliato speciale «tradito» da una birra

Arrestato dalla polizia al bar subito dopo la rapina

Prima offrono da bere ai rapinatori, poi li ammanettano. Uno era persino sorvegliato speciale. Invece i poliziotti del commissariato San Lorenzo l’hanno «pizzicato» a fare una rapina assieme con un complice a due studenti universitari all’angolo tra viale Regina Elena e piazzale del Verano. I fatti. Tutto è accaduto nella tarda serata di venerdì. Sono passate da poco le 22.30. I due amici appena derubati di portafogli, telefoni cellulari e qualche decina di euro, corrono al vicino commissariato a sporgere denuncia: «Erano in due, uno sui 30 anni, l’altro più grande. Ci hanno minacciati con una pistola, eravamo terrorizzati. Poi si sono allontanati a piedi». Non ci vuole molto agli agenti per risalire agli autori.
Talmente sicura di farla franca, infatti, la coppia non ha fatto molta strada. Anzi i due hanno pensato bene di spendere subito i pochi euro «rimediati» per farsi una bella birretta al bar «Columbia», a pochi passi dal Verano. Stesso bar in cui i poliziotti spesso fanno colazione o prendono un caffè prima di montare il turno. L’altra sera nel locale c’era anche un agente della squadra giudiziaria. Anche a lui i colleghi avevano detto della rapina consumata da poco e la descrizione dei balordi ricercati pare proprio corrispondere con i due che gli si fanno incontro. Il pubblico ufficiale (in borghese) non perde tempo. Fa cenno al proprietario che conosce di andare un attimo nel retro. «Tu esci al volo, vai in ufficio e avvisa i miei colleghi. A quei due ci penso io», gli dice. Detto fatto. Quello con una scusa s’allontana, va ad avvisare gli altri agenti. Il poliziotto, invece, si mette dietro al bancone. Si spaccia per il proprietario del bar. «Non v’ho mai visto da queste parti. Mi siete simpatici - dice -. Le birre le offro io». Quindi due chiacchiere, a guadagnare tempo. I due sembrano piuttosto spavaldi. Addirittura, azzardano: «Siamo ispettori di polizia». Pochi minuti ed ecco il blitz dei poliziotti, veri. Quelli cercano di ribellarsi, ma finiscono in manette. Hanno con sé ancora la pistola giocattolo, ma col tappo rosso manomesso utilizzata per il colpo. Processati ieri mattina per direttissima, Marco C., 30 anni, di San Basilio, il sorvegliato speciale, è tornato dietro le sbarre; il suo complice, Domenico C., classe 1968, ha goduto di una seminfermità mentale ed è ai domiciliari.\