Sos di An: 500 case popolari agli stranieri

I sindacati degli inquilini: «Gli alloggi mancano per tutti, si torni a investire»

(...) An insiste sulla necessità di rivedere i criteri per «evitare che gli italiani siano sistematicamente scavalcati dagli stranieri». «In Lombardia - ricorda Plinio - si è proposto di ammettere al bando solo chi risiede da alcuni anni nella regione, norma contro la quale sono scattati numerosi ricorsi. Non dico che sia la soluzione, ma qualcosa va fatto per evitare che si arrivi a una guerra fra poveri, dove a soccombere saranno gli italiani». «Agli stranieri - ribatte l’assessore Pastorino - sono già richieste due cose: essere in regola con il permesso di soggiorno e avere un lavoro. Le stesse cose previste dalla legge Bossi-Fini che potrei definire quanto meno restrittiva».
Ai primi dieci posti della graduatoria in mano ai due consiglieri di An ci sono cittadini italiani. Sfogliando le pagine compaiono poi cognomi che rimandano a terre lontane come Nasri, Cabezas Guerrero, Bouhallab. «Gli stranieri sono in tutto 489 - riprendono Plinio e Bernabò Brea- Di fronte a un numero così consistente è chiaro che gli italiani perdano ogni speranza di avere un alloggio».
La graduatoria - ricordano i sindacati degli inquilini - rispecchia le difficoltà delle persone: danno punteggio il reddito basso, l’età (avanzata), avere molti figli a carico o un disabile in famiglia e il fatto di essere sotto sfratto. Criteri che secondo il Sicet, sindacato inquilini della Cisl, non vanno toccati: «Non si può penalizzare una persona perché straniera - spiega Stefano Salvetti, il segretario regionale-. A Genova ci sono 35mila extracomunitari regolari. Li abbiamo accettati nel nostro Paese, da qualche parte dovranno pure dormire! Gli stranieri fanno domanda ed è giusto che entrino in graduatoria con gli italiani se hanno in requisiti per farlo».
Il problema è un altro: «Si è dato il via agli ingressi di migliaia di stranieri in Italia senza investite negli alloggi e in particolare nell’edilizia popolare» concordano Salvetti e Giovanni Avanzolini, responsabile ligure del sindacato Aniag. «Facciamo tanti bei discorsi - dice Azzolini - ma da trent’anni non si investe. E abbiamo sempre più persone che non riescono a pagare un affitto di mercato». «Oggi a Genova l’80 per cento degli sfratti avviene per morosità - lo interrompe Salvetti- C’è una mancanza cronica di case popolari, per questo abbiamo strappato al governo l’impegno a destinare nuovi fondi in finanziaria alla costruzione di case popolari e ai contributi per chi non riesce a pagare l’affitto. Così potremo evitare che altre persone diventino morose e si mettano in coda per un alloggio popolare».
Con il rischio, insistono i consiglieri di An, di vederselo soffiare dagli stranieri. Magari con qualche problema con la giustizia. «Una recente indagine dei carabinieri - raccontano Plinio e Bernabò Brea - ha scoperto tra gli assegnatari di case popolari del Comune anche la cosiddetta “regina degli zingari” con figli latitanti intestatari di conti correnti milionari. Dal Comune vogliamo sapere se nell’elenco attuale ci siano zingari sfrattati dal campo di via Pescatori e pregiudicati vari». «Questo è risultato di dieci anni di centrosinistra alla guida della città - rincara la dose Beppe Costa, consigliere comunale di Forza italia- Tursi non tutela gli italiani e poi rivolge appelli all’integrazione...».
Il Comune non ha intenzione però di seguire i consigli del centrodestra. «Gli stranieri, per essere in lista, devono avere un lavoro - conclude l’assessore Pastorino-. E questo criterio esclude già chi l'impegno l’ha perso per i guai con la giustizia».