Sos del Comune alla polizia: «Aiutateci con gli sgomberi»

«Non lasciare lavorare la polizia tranquilla. Se vedete un controllo intervenite. Dobbiamo alzare la testa e sfidare la paura» questo lo slogan che rimbalzava da una parte all’altra del corteo organizzato dal Comitato antirazzista a una settimana dagli scontri di via Padova. Un’ottima ricetta per l’integrazione, non c’è che dire. Soprattutto in quel di via Padova, dove uno dei principali problemi sono le condizioni disumane in cui vivono i clandestini, costretti dalle regole del mercato ad abitare in case fatiscenti, dove gli italiani non vivrebbero mai. Italiani che spesso sono i proprietari di casa, così come italiani sono coloro che fomentano i clandestini alla rivolta non appena sentono odore di controlli, esattamente come è accaduto in via Crespi 10 a novembre.
In una palazzina di cinque piani la polizia locale ha censito infatti 200 persone, in larga parte abusivi e clandestini, che occupano 31 appartamenti. Sullo stesso pianerottolo però abita anche un giovane italiano legato al centro sociale dei via dei Transiti 28, il T28 appunto. È stato proprio lui a «minacciare» i vigili che se avessero sgomberato lo stabile di via Crespi avrebbe riunito centri sociali della città a difesa dei clandestini. Inutile dire che per evitare la guerriglia urbana gli agenti hanno dovuto rinunciare all’operazione. «In via Crespi i vigili sono pronti a intervenire - spiega il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo de Corato - ma è necessario il supporto della Polizia di Stato. La presenza a poche centinaia di metri del centro sociale di via dei Transiti, pronto ad azioni di resistenza in caso di sgombero, nonché di un inquilino dell’immobile legato all’area antagonista e a quel centro abusivo, impegnato in attività di sobillazione dei clandestini, costituiscono infatti seri ostacoli alla sicurezza dell’azione. Che deve prevenire possibili disordini e incidenti».
È arrivato il momento di dire basta. Contro quei prepotenti che da trent’anni occupano con la violenza una palazzina di via dei Transiti 28, che mettono in conto spese di manutenzione e di affitto ai legittimi proprietari, De Corato ha deciso di rivolgersi al governo. Come raccontato su queste pagine i proprietari, i signori Mura, sono una coppia di pensionati che nel 1991 hanno acquistato un appartamento di 70 metri quadrati nella palazzina di via dei Transiti dove non sono potuti mai entrare e di cui comunque pagano le spese, oltre all’affitto di un’altra casa dove vivono, loro malgrado.
«Presenterò un’interrogazione parlamentare alla Camera - annuncia De Corato - chiedendo al ministro dell’Interno Roberto Maroni “quali provvedimenti intenda intraprendere nei confronti di una realtà abusiva come quella del centro sociale T28 che fomenta l’abusivismo e intralcia l’attività di ripristino della legalita”. L’impegno del Comune e della Polizia Locale contro le occupazioni abusive è costante: solo nel 2009 sono stati 1.048 gli sgomberi e 548 gli alloggi recuperati. E nei casi di stabili in grave degrado, l’amministrazione è arrivata a sostituirsi alla proprietà per ripristinare la legalità e la messa in sicurezza degli stabili, come in via Clitumno». Via Crespi non è certo l’unico caso: i 6 blitz effettuati ad agosto in via Clitumno hanno portato alla luce una situazione molto simile. Gli 86 appartamenti controllati - di cui 7 sono stati sequestrati perché affittati a irregolari, hanno rivelato la presenza di 38 clandestini.
«Il centro sociale di via dei Transiti – sottolinea De Corato – occupa alcuni locali abusivamente da decenni. A nulla è valso lo scorso 10 febbraio il quarto rinvio dello sfratto da parte dell’ufficiale giudiziario. Situazioni analoghe a Milano riguardano una decina di stabili pubblici sia privati».