Sos delle guide per ciechi: «Aiutateci a crescere i cani»

Un cane non è soltanto il migliore amico dell’uomo. Per un non vedente è anche la sua vista, la sua incolumità, perfino il suo sorriso. Per questo motivo quello dei cani guida per ciechi è un argomento di sempre maggiore importanza, come dimostra l’immagine stata scattata pochi giorni fa durante la conferenza di Barack Obama sulle staminali alla Casa Bianca che mostra un labrador accucciato ai piedi del suo padrone non vedente. Proprio di cuccioli di labrador in cerca di una casa tratta l’ultimo programma di volontariato che il «Servizio nazionale di cani guida per ciechi dei Lions» promuove, in onore dei suoi 50 anni di attività. Si chiama «puppy walker» e prevede l’affidamento a famiglie volontarie di labrador e golden retriever di 2-3 mesi, allo scopo di accudirli, svezzarli e allevarli fino al raggiungimento dell’ «età scolare» dell’animale. Cioè fino al momento in cui il cane è pronto per essere riconsegnato al centro di addestramento di Limbiate (Mi) dove, in un arco di 360 ore di lavoro distribuite nel corso di un anno e mezzo, diventerà a tutti gli effetti un cane guida. «Tutti i nostri cuccioli provengono da allevamenti selezionati, ma purtroppo non tutti i soggetti sono idonei per il delicato compito che li attende» spiega il cavalier Andrea Martino, presidente del Servizio «Dopo il primo anno di vita, infatti, può capitare che si presenti in alcuni elementi una malattia che ne debilita il rendimento: è la displasia dell’anca, che causa lo scarto del cane dall’addestramento. È anche questo il motivo per cui è nato il programma, perché non possiamo permetterci di far crescere dei cuccioli che non possono poi partecipare all’addestramento». Risulta troppo costoso. Se infatti la consegna di un cane guida è, per un non vedente, totalmente gratuita, per il centro ogni animale costa circa 12 mila euro: spese che sono coperte per metà dal Lions Club Host di Milano e, per l’altra metà, dalle donazioni benefiche. «Noi facciamo il possibile per trovare degli aiuti» continua il presidente Martino «Ad esempio promuoviamo numerose campagne di sensibilizzazione, come quella che si può vedere in questi giorni sui cartelloni delle Ferrovie Nord. Riusciamo così ad assicurare agli affidatari la copertura delle spese veterinarie e per il cibo, oltre che delle visite periodiche dei nostri assistenti, per controllare che il cucciolo cresca in maniera sana, educata e disciplinata». Che cosa significa? L’allevamento di un cane guida è una questione di «grande responsabilità». È allora consigliato esporre il cucciolo a quante più esperienze possibili inerenti la vita quotidiana, in modo tale che nulla colga di sorpresa il futuro cane guida. Così, il volontario dovrà educare l’animale a camminare al guinzaglio, a non essere in nessun modo aggressivo, a non abbaiare, a non salire sui letti o sui divani, a sopportare gli spostamenti e i molteplici rumori della città. E se tutto questo può sembrare un compito difficile, niente paura: «Nel programma sono coinvolte, fino a questo momento, circa 30 famiglie» conclude il cav. Martino «E posso assicurare che, se c’è un momento arduo, è solo quello in cui si dovrà restituire l’animale al centro». Ma una soluzione c’è: conoscere il non vedente a cui verrà affidato il cane guida e toccare con mano, senza bisogno della vista, la felicità che il «migliore amico dell’uomo» ha contribuito a creare.
Per informazioni, contattare il Servizio nazionale per cani guida dei Lions al numero 02-9964030 o collegarsi al sito www.caniguidalions.it.