«S.O.S. TATA», UN «MARY POPPINS» MODERNO

Avete bambini pestiferi? Molto pestiferi? Insopportabilmente pestiferi? Prima del nuovo programma Sos Tata (giovedì su Fox Life, ore 22,45) questa circostanza era solo fonte di irritazione e scocciature per ogni famiglia. Ma da quando qualche mese fa, in previsione dell'adattamento italiano del fortunato format americano Nanny 911, il canale Fox Life ha iniziato il reclutamento per scegliere famiglie adatte a fare da cavia per questo nuovo reality, avere bimbi pestiferi poteva tramutarsi in un vantaggio per chi desidera finire in tivù (il rovesciamento di una situazione di vita negativa in funzione televisiva è uno degli aspetti più curiosi della tivù di oggi). Immagino che a quel punto qualche famiglia abbia addirittura forzato certe situazioni di partenza. Il maschietto di tre anni la faceva semplicemente fuori dal vasino? Si poteva incoraggiarlo a farla in salotto, in giardino, tanto per far capire bene a tutti «quanto» fosse pestifero. La femminuccia faceva i capricci e rifiutava la pappa? Si poteva incitarla a spargere pastasciutta e pomodoro per terra, sulle poltrone, dovunque. Coraggio ragazzi, fate dei bei capricci grossi grossi che poi finiamo tutti in tivù! Detto, fatto. In questa prima puntata la famiglia incaricata di richiedere l'intervento di una tata (speciale come sono quelle di Sos Tata) era un esempio di educazione all'incontrario. Figli che facevano a gara per fare pipì dappertutto, che strillavano fino a che non l'avevano sempre e immancabilmente vinta, che non ubbidivano mai. E i loro genitori che subivano, che non insegnavano loro regole e dinieghi, che si facevano schiavizzare. Ecco allora intervenire per una settimana una sorta di tata-fata, una specie di Mary Poppins che per i primi due giorni osserva quel che non va nella famiglia che l'ha chiamata, quindi fa una bella ramanzina ai genitori e detta un nuovo «registro di vita» cui tutti si devono adattare. Dopo una settimana, al termine di questo reality fiabesco, scompare dalla scena mentre mamma papà e figli «vissero felici e contenti», i bimbi un po' meno pestiferi, i genitori un po' meno stressati. Come gran parte dei reality, anche questo può avere almeno due chiavi di lettura: una che prende la cosa sul serio e si sofferma sul lato antropologico dell'intervento della tata, che in questo caso è una specie di psicologa con master in pedagogia. L'altro lato (il più consigliabile) si limita a passare un'oretta disimpegnata godendosi la favoletta se si ha predisposizione verso il genere. Anche perché nella cronaca di tutti i giorni, cioè nella vita reale, si ha sempre più spesso notizia di un altro tipo di telecamera che inquadra le tate: quella nascosta dai genitori che vogliono scoprire se i loro figli vengono maltrattati o no.