«Sospensione ignobile, ordinata dal soviet dei giornalisti»

Ricordate la storica decisione di non più fumare a partire dal 1 gennaio 1848, conosciuta come la «dimostrazione del fumo»? Ispirandomi a quell’iniziativa pacifica (che però sfociò nelle Cinque Giornate di Milano) propongo ai lettori della stampa libera di non vedere Annozero. Tanti ascoltatori di centrodestra si sintonizzano su quel programma e su altri di eguale orientamento per curiosità o per mancanza di alternativa. Non facciamolo per un po’. Loro tolgono la parola? Noi togliamo l’ascolto.
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Caro Feltri, tre mesi fanno presto a passare, la aspettiamo con ansia. La parte sana del Paese è con lei e l’apprezza. È un onore subire una condanna da questa gente. Mi auguro che l’Ordine dei giornalisti venga soppresso perché si è macchiato del peggiore dei delitti: sopprimere una libertà che dovrebbe difendere.
Pier Giorgio Verni
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Esimio direttore, aspetterò pazientemente il suo ritorno. Ahimè, non posso fare di più, ma dedicherò ogni giorno un particolare «pensierino» a tutti coloro che mi privano del piacere di leggerla.
Augusto de Angeli
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Dottor Feltri, ho appena compiuto 88 anni e quindi può immaginare quanta fretta abbia di poterla leggere presto sul Giornale o in qualsiasi altro modo possibile! Sono felice quando (poche volte) posso vederla in televisione e non le serbo rancore quando fa qualche appunto (a volte giustamente) a Berlusconi, a cui sono molto legata anche se non l’ho mai incontrato. Purtroppo mala tempora currunt (anche se prego per il contrario), ma tanto alla mia età devo essere preparata a tutto. Speriamo in bene e tanti auguri a lei, alla sua famiglia ed alla sua carriera, spero ancora lunghissima.
Maria Stella Vercelli Mottola
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Condanna indecente! Capita di subire ingiustizie di tal fatta, a giornalisti intellettualmente onesti e di un certo orientamento politico, e risparmiate alla grande ad altri più «meritevoli». Semplicemente scandaloso! Coraggio Feltri, tre mesi passano in fretta! A presto.
Annamaria De Ros
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Belpietro volevano ammazzarlo, lei tentano di metterla a tacere. Sarà mica una congiura?
Maurizio Balestrino
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Solidarietà totale ed incondizionata ad uno dei pochi uomini liberi! Vittorio Feltri continua a scrivere e a parlare per noi... protestate contro l’Ordine dei giornalisti (di Repubblica) continuate a fare scrivere Vittorio Feltri, oppure fate una settimana nella quale tutti i giornalisti del Giornale usino come pseudonimo Vittorio!
Matteo Sabba
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Caro Direttore, credo che le tante parole di sostegno che le sono arrivate siano purtroppo solamente una piccola goccia nel mare dell’invidia, della superbia e dell’arrivismo in cui la nostra povera Italia è immersa. Ma, nonostante ciò, mi permetto anch’io di mandarle tutto il mio sostegno morale a questo attacco che lei ha dovuto subire dall’Ordine dei giornalisti. Possibile che la moralità o l’ottimo giornalismo di inchiesta sia fatto solo dalle testate di sinistra o da quelle solo «antiberlusconiane»? Dovrebbero vergognarsi questi illuminati che ritengono invece il Giornale e chi lo dirige solo una fabbrica del fango. Prosegua nella strada intrapresa e tantissimi di noi saranno sempre al suo fianco e a quello dei suoi collaboratori.
Alfredo Padolecchia
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Caro Direttore, sono un giornalista pubblicista e in occasione del referendum votai a favore del mantenimento dell’Ordine dei giornalisti confidando, ingenuamente, nella realizzazione della promessa riforma. Così non è stato. Ora ne sono un fiero avversario. In generale, gli ordini in Italia sono oligarchie indegne di un Paese civile. L’esito del suo caso dimostra quanto corrosiva sia l’ingerenza politica in svariati settori della vita italiana, compreso quello dell’informazione. Mi vergogno di questo Paese e mi vergogno di questa professione dalla quale spero di staccarmi fra qualche mese approdando alla pensione. Ha tutta la mia stima, il mio sostegno e la mia ammirazione.
Maurizio Del Maschio
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Tutta la mia solidarietà a Feltri per l’ignobile sospensione emanata dal Soviet dei giornalisti. Prenda il provvedimento come una bella vacanza, seppur forzata, che altrimenti lei non si sarebbe mai presa. Noi l’attendiamo continuando a leggere il nostro Giornale. In questo Paese di mistificatori, falsi moralisti e voltagabbana, dire con schiettezza la verità ed essere leali e coerenti costa caro, ma alla fine paga sempre!
Stefano Ajraldi
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Questo vergognoso provvedimento bavaglio emesso nei suoi confronti dal «Soviet supremo dell’Ordine» è un atto di intolleranza che vuol punire quella parte di giornalisti che come lei hanno una sana ideologia di destra. In uno Stato libero e democratico come il nostro, la libertà di pensiero e di espressione deve valere per tutti, non deve essere discriminante solo con una certa stampa rea secondo l’Ordine di usare un inchiostro nero anziché rosso! Forza Direttore, non si lasci intimorire, durante questi tre mesi avrà ancor più il sostegno morale di tutti noi suoi lettori ed estimatori che la pensano come lei (siamo migliaia anzi milioni). Aboliamo l’Ordine, facciamo sentire la nostra voce.
Arturo Rencricca
Guidonia (Roma)