Sospensione, solidarietà a Feltri: "Non mollare"

Il grido dei lettori diventa sempre più forte. Al­l’indomani
dell’entrata in vigore della condan­na a Vittorio Feltri, la redazione
del <em>Giornale</em> è stata sommersa da una valanga di lettere di soli­darietà: &quot;Una class action contro il sopruso&quot;

Il grido dei lettori diventa sempre più forte. Al­l’indomani dell’entrata in vigore della condan­na a Vittorio Feltri, la redazione del Giornale è stata sommersa da una valanga di lettere di soli­darietà al direttore editoriale costretto al silen­zio fino al prossimo 3 marzo. La rabbia e l’indi­gnazione di chi ci scrive: «Con questa sentenza si dimostra che la libertà di stampa esiste solo a si­nistra. È una vergogna». 

Sono rimasto scioccato da questa vile sentenza dell’Ordine dei giornalisti nei suoi confronti. Questo mi fa seriamente pensare che la libertà di stampa esista solo a sinistra! È una vergogna! Le sono vicino e la sprono a non prendersela e a continuare a scrivere quello che pensa senza remore, dato che la reputo una persona leale ed onesta ed un grande giornalista con la G maiuscola. Si faccia vedere di più in televisione così attraverso le sue interviste la gente capirà. Vada avanti senza fermarsi.
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Caro Feltri, la violazione del dettato costituzionale impedendoti la libera diffusione delle tue idee attraverso la stampa ti dovrebbe permettere di denunciarne i membri chiedendo il risarcimento dei danni morali e materiali. D’altra parte io, a mia volta, come i molti che ti leggono, mi ritengo illegalmente defraudato della possibilità di ricevere il tuo pensiero. Sono offeso ed arrabbiato, e sono prontissimo, dunque, ad avviare una «class action» per garantire i miei diritti ed essere risarcito per quello che ritengo un sopruso. Se il Giornale ci spiega come fare per difendere giuridicamente i nostri diritti, sono certo che saremmo rapidamente diverse migliaia. Ci sarebbe da divertirsi. Spero che qualche avvocato, amante della libertà di pensiero e di parola, ci organizzi e ci sostenga.
Alessandro Finzi
Viterbo

Piena solidarietà al dottor Feltri raggiunto da un provvedimento degno di un organo faziosamente oscurantista, coerentemente incastonato nella repubblica dei nani.
Francesco Porretti
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Direttore forza, tre mesi passano presto. E poi dico: se venisse intervistato dal Giornale tutti i giorni, non potrebbe essere una forma legale per comunicare il proprio pensiero?
Giuseppe Bimbi
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Egregio Direttore, le esprimo tutta la mia solidarietà per l’iniquo provvedimento stabilito dal consiglio nazionale dell’Ordine (?) dei giornalisti nei suoi confronti. Leggo i suoi articoli da quando dirigeva L’Indipendente. Purtroppo mancheranno a me e a tanti italiani nei prossimi mesi che saranno densi di avvenimenti, i suoi articoli con le sue acute osservazioni e considerazioni. Ma anche questo tempo trascorrerà.
Giovanni Vecchio
Brindisi

A lei tutta la mia stima. Per quel che mi riguarda, quelli dell’armiamoci e partite e quelli del siamo tutti eguali, hanno fatto di peggio e sarà da raccontare. Auguri e in bocca al lupo.
Luciano Cello Tancredi
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Carissimo Vittorio Feltri, mi unisco alle tante voci che la sostengono. Non si scoraggi mai, vada avanti, il fatto che la attaccano e cerchino di imbavagliarla non fa altro che confermare che solo a sinistra possono dire e fare tutto quello che vogliono. Resti sempre vigile e paziente, si sieda sulla sponda del fiume.
Loredana Scala
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Sento il dovere di esprimere tutta la mia solidarietà per la sospensione ingiusta e strumentale inflittale dal «Sacro e Democratico Ordine». Ad ogni modo, gli amici e gli estimatori della sua onestà intellettuale sono tanti e continueranno a crescere.
Rosanna De Ascaniis
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Tutta la mia solidarietà di lettore e la punizione comminatagli ha tutto il sapore di una vendetta contro la sua persona ed il Giornale. Lei è un uomo di grande qualità e forgiato a superare tutte le avversità della vita, anche quelle che professionalmente non merita. Nell’attesa di leggere i suoi inimitabili editoriali, le invio i miei più cordiali saluti.
Giuseppe Scialò
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Sono sconcertato e deluso per quello che le hanno riservato. In agosto le scrissi una piccola lettera, esortandola a non mollare, sul presidente Fini. E denunciando chi vuole il disordine in Italia. Me l’aspettavo che l’avrebbero attaccata: adesso però hanno passato il limite. Fermando la sua penna, fermano per il momento l’uomo, ma non l’idea libera che rappresenta per tutti noi. Coraggio Direttore, non molli adesso. Io le sono umanamente vicino.
Saverio Cerra
Svizzera

Egregio Direttore, mio padre ed io le esprimiamo tutta la nostra solidarietà per l’ingiusto trattamento ricevuto dall’Ordine dei giornalisti. Continueremo a leggere il suo giornale con la passione di sempre.
Fausto Roselli
Fiumicino

Egregio Direttore, non ci sono parole per esprimere la mia solidarietà, so che sei un duro, passerà anche questo. Il problema però rimane, e cioè che in questa nazione si deve guardare solo a sinistra altrimenti sei uno da mettere alla gogna.
Luigi Marchitiello
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Caro Direttore, non tutti i mali vengono per nuocere. Non hanno ancora capito che queste sentenze non fanno altro che aumentare la voglia di leggere la stampa libera come la tua.
Renzo Aimone
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Forza Vittorio! Mi mancheranno i tuoi editoriali, ma marzo, anche se tre mesi sono lunghi da passare, è dietro l’angolo e noi saremo tutti lì con te.
Rita Puzzilli
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Caro Feltri, avrà capito che non è solo, anzi. Propongo, se non è di gran disturbo, che in questi tre mesi scriva quello che le pare e che ce lo invii privatamente via mail. Ci divertiremmo un sacco e potremo gustare di prima mano le sue anticipazioni o intuizioni come quelle su Gianfranco delfino di Almirante. Mi piacerebbe conoscere anche i nomi di quelli dell’Ordine (è vero che è «nuovo» e che prima si chiamava albo?) che hanno emesso la sentenza.
Edoardo Radolovich
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Caro Direttore siamo tutti con lei, i lettori del Giornale le saranno vicini per questa «condanna» che le è stata inflitta ingiustamente dall’Ordine dei giornalisti (di sinistra). Non vediamo l’ora di leggere il suo prossimo grande editoriale!
Domenico Fiore
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Gentile Direttore Feltri, nell’esprimerle la mia indignazione per l’ignobile e ingiustificata sanzione comminatale, con la presente intendo sottoscrivere la richiesta di abolizione dell’Ordine dei giornalisti cui ha dato impulso l’onorevole Santanchè.
Gianfranco Ianni
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Carissimo Direttore, non molli mai. La sua serietà, l’indipendenza di idee e la perseveranza che la distinguono (alla faccia dell’Ordine). Io la leggerò sempre e comunque.
Giorgio Gatti
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Carissimo Direttore, ci manca moltissimo. La cosa che mi consola è che questa vita scorre talmente veloce, così fra poco leggeremo di nuovo i suoi articoli.
Lella Villa
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Desidero esprimere piena solidarietà al Direttore Vittorio Feltri per l’abominevole provvedimento di cui è stato vittima. Spero non si stanchi comunque di raccontarci con la consueta graffiante sincerità la vita politica italiana. In ogni caso lo aspetteremo, tre mesi passano in fretta.
Dino Tonin
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La sospensione inflitta a lei dall’Ordine dei giornalisti colpisce in realtà tutti noi suoi affezionati lettori, impedendoci di seguire i suoi articoli. Peggio che nella ex Unione sovietica, alla faccia della libertà di stampa.
Sergio Saija
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Carissimo Direttore, voglio darle il mio aiuto morale, lei è una sicurezza per noi, perché con il suo giornale possiamo avere la giusta informazione su questa politica da vergogna, continui così. Speriamo che sempre più italiani capiscano, certo è che la fatica è tanta! Forza e coraggio caro Direttore!
Maria Vittoria Ricca
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