Sospesa l’asta Tv: Lega calcio e Rai davanti al giudice

Oggi il tribunale di Milano decide sul ricorso dell’azienda pubblica. Tre offerte di Mediaset e Sportitalia. Ma le buste restano sigillate

Gianpaolo Palazzo

I diritti del calcio vanno in tribunale. Questa mattina alle 11, davanti al presidente della Prima Sezione Civile del tribunale di Milano, Giuseppe Tarantola, ci saranno gli avvocati della Lega Calcio e della Rai. L’emittente pubblica ha presentato un ricorso, dopo il rifiuto della Lega di prorogare l’asta sui diritti radiotelevisivi. L’apertura delle offerte era prevista alle 12.15 di ieri. Alle 11.52 il colpo di scena. Otto minuti prima della scadenza del bando è arrivato lo stop del giudice via fax. Nel provvedimento di Tarantola, firmato già lunedì, si legge che il termine per la presentazione delle offerte d’acquisto per i diritti è «palesemente inidoneo a mettere il pubblico e la Rai in condizione di rispondere adeguatamente alla promessa di Lega Calcio». Secondo il giudice, i termini per la presentazione delle offerte erano «ristrettissimi» ed è necessario posticiparli «a una data che verrà indicata all’esito della comparizione delle parti interessate».
Dopo la sospensione, la prima dichiarazione è venuta dal senatore di An, Michele Bonatesta, membro della commissione di vigilanza Rai, secondo cui l’ordinanza di sospensione «dà ragione alle nostre critiche nei confronti di un’operazione che avevamo definito sospetta». Intanto, a Milano, Adriano Galliani, presentandosi alla stampa in compagnia degli avvocati della Lega, ha letto un comunicato: «Risultano tre offerte di aggiudicazione pervenute prima delle 12 per la cessione dei diritti televisivi in chiaro (higlights) dei campionati di serie A e B e dei diritti televisivi e radiofonici della Tim Cup». Le offerte rimarranno in cassaforte «fino a diverso provvedimento».
Galliani, consigliato dagli avvocati, non ha svelato quali siano le due emittenti (Mediaset e Sportitalia) che hanno presentato le offerte, né ha voluto commentare la decisione del giudice Tarantola. Le buste presentate contengono, come conferma lo stesso Galliani, «le tre offerte più importanti». Non ci sono proposte per i diritti radiofonici di serie A e B.
L’avvocato della Lega, Leandro Cantamessa, non ha voluto criticare l’ordinanza perché «è una controversia davanti al giudice. Si parla attraverso le memorie e nel corso dell’udienza. Fare delle anticipazioni non è opportuno, fare commenti, forse, lo è ancora meno». Il presidente di Lega non sarà questa mattina in tribunale, perché è impegnato a Roma con il consiglio di Lega e il consiglio federale. Impossibile conoscere pure le argomentazioni difensive, dato che dice l’avvocato Cristina Rossello: «La nostra linea è di parlare solo in udienza». Facile pensare che gli avvocati punteranno sulla «manifesta infondatezza» del ricorso e sul comportamento della Rai «non lecito e idoneo ad arrecare grave pregiudizio» alla Lega e «più in generale, alle regole della libera concorrenza» come si leggeva nella nota della Lega di lunedì scorso.
Se il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ritiene che si debba privilegiare il sistema statale, a Bruno Gentili, vice-caporedattore del Gr Rai, mancherebbe «l’urlo del gol» se l’emittente pubblica perdesse i diritti del calcio. Il cda Rai è stato aggiornato a oggi pomeriggio alle 15.30, in attesa delle decisioni del tribunale di Milano.
«A volte le mani sono più espressive delle parole» ha detto in conferenza Galliani. Speriamo che le mani si stringano per un patto di pace al più presto.