Sospettato dell’omicidio della ex, rilasciato, sgozza un’altra ragazza

Il delitto commesso ieri a Sanremo sotto gli occhi dei turisti è la fotocopia di quello di un anno fa. Ma il pm dice: "Ci rendiamo conto che per il delitto avvenuto a Genova c’erano
elementi che potevano far pensare a Luca Delfino, ma non c’erano
elementi probatori sufficienti e convincenti per l'arresto"

da Genova

«Ci rendiamo conto che per il delitto avvenuto a Genova c’erano elementi che potevano far pensare a Luca Delfino, ma non c’erano elementi probatori sufficienti e convincenti per chiedere una misura cautelare».
Perché parla così il procuratore di Genova Francesco Lalla? Perché Delfino ha appena ucciso una sua ex fidanzata a Sanremo, sotto gli occhi dei turisti sotto choc. L’ha massacrata a coltellate in strada e l’ha lasciata morire dissanguata. E perché il 28 aprile 2006, nei vicoli di Genova, qualcuno aveva ucciso un’altra ex di Luca Delfino. Come? Massacrata, sgozzata in strada e lasciata morire dissanguata.
E ancora perché la polizia aveva detto chiaro e tondo che il colpevole era lui, Luca Delfino. Ma il pm non l’aveva voluto arrestare. Neppure quando la squadra mobile di Genova non lo trovava perché sembrava scomparso, ma intanto aveva raccolto le testimonianze di un’altra ex fidanzata di Delfino che raccontava: «Aveva tentato di uccidere anche me, di strangolarmi, all’epoca poi avevo deciso di non denunciarlo». Il magistrato non aveva firmato l’ordine di arresto neppure quando l’ispezione in casa del sospettato numero uno, aveva fatto saltar fuori vestiti e un paio di scarpe appena lavati.
Quegli abiti, felpa e jeans, e quelle scarpe, erano gli stessi che Luca Delfino indossava la notte del 28 aprile 2006 quando era nei vicoli insieme alla sua ex fidanzata Luciana Biggi. La telecamera fissa collegata alla sala operativa della questura li aveva ripresi insieme, pochi minuti prima del delitto e a pochi metri dal luogo dove la ragazza sarebbe stata sgozzata con un coccio di bottiglia.
Luca Delfino, che secondo gli inquirenti avrebbe anche tentato pochi giorni prima di uccidere già la sua ex provocando un’esplosione con il gas nel suo appartamento, se n’era poi andato da Genova, visto che al pm non bastavano neppure le contraddizioni dei suoi racconti. Era bastato un «e io cosa ne so?» risposto durante l’interrogatorio quando gli era stato chiesto chi potesse aver ucciso la sua ex pochi minuti dopo e pochi metri dopo che lui l’aveva lasciata. Se n’era andato a Vallecrosia, nel ponente ligure, provincia di Imperia.
Lì viveva un’altra sua ex fiamma, Maria Antonietta Multari. Lì in pochi mesi, aveva ricevuto altre visite della polizia giudiziaria ed era stato denunciato da Maria Antonietta e dalla madre, perché violento, aggressivo. E minacciava di ucciderla. A Genova l’indagine era praticamente chiusa, ma i poliziotti della squadra mobile avevano continuato a seguirlo. Anzi, avevano continuato a informare la procura che Delfino era sempre «estremamente pericoloso» e aveva «una personalità disturbata». Proprio come Claudio Sanfilippo, capo della mobile, aveva scritto e ripetuto alla nausea ai magistrati.
«Del delitto di Sanremo non parlo - frena il dirigente della questura genovese -. Su quello avvenuto nei vicoli lo scorso anno non abbiamo mai avuto dubbi. Tutti gli indizi erano gravi e concordanti. L’abbiamo sempre detto al pubblico ministero. Lui però voleva altre prove».
Così Delfino ha continuato a vivere nel ponente ligure, dove è stato anche denunciato perché rubava tergicristalli dalle auto. E dove ieri ha ucciso Maria Antonietta Multari, commessa 33enne. Il racconto di Erica, l’amica e collega che era con lei al momento dell’aggressione, è drammatico. «Aiuto, aiuto, mi fai male», urlava disperata la donna colpita più volte dalle coltellate. Ma Luca Delfino non si fermava. In pieno centro, in via Volta, alle 14.30. Tra i turisti e i passanti. Le due donne erano appena uscite da un centro estetico dove erano andate a fare una lampada. Spensierate. Avevano raggiunto Sanremo insieme, con il motorino.
Maria Antonietta non pensava neanche più a Delfino, fidanzato diventato ex dopo botte e denunce. Lui no, lui pensava ancora a lei. Tanto da seguirla e aggredirla a freddo. Colpirla al petto e al collo. Massacrarla e lasciarla morire dissanguata in strada. Come Luciana Biggi.