Sospetti anche sulla morte del padre

La Procura potrebbe disporre la riesumazione della salma del papà di Guglielmo per verificare che l’uomo non sia stato ucciso

Nostro inviato a Brescia

Per il momento è un'ombra. Un’ipotesi. Non esclusa, ma neanche spinta verso qualcosa che si avvicini a una vera pista da seguire. La Procura non vuole parlarne e la bolla coma «un'altra cosa, che non c'entra con queste indagini». Ma la voce c'è e a Brescia il dubbio cresce. Si parla della morte di Giuliano Gatti, il papà di Guglielmo, il presunto omicida di Aldo e Luisa Donegani. È possibile che il suo corpo venga riesumato per degli accertamenti. Analisi legate a una sola pista investigativa, quella del come siano stati uccisi gli zii di Guglielmo Gatti.
L'arma del delitto è uno dei gialli ancora non risolti. Si lavora senza tralasciare ogni possibilità e tra queste c'è quella dell'avvelenamento. Aldo e Luisa potrebbero essere stati avvelenati dall'assassino prima di essere ridotti a pezzi. È certo ormai che il duplice omicidio è stato commesso al 15 di via Ugolini. Resta da chiarire solo se nel garage, al pian terreno o al piano superiore. Ma nessuno dei vicini ha sentito spari. Nessuno ha ascoltato urla di dolore o richieste di aiuto. L'assassinio e la mattanza sono stati consumati in silenzio. Allora è impossibile escludere che il killer abbia deciso di uccidere la coppia con qualche sostanza nociva.
Come sono morti Aldo e Luisa lo potranno dire soltanto le analisi sui loro resti che ancora non sono terminate. E se dovesse essere confermata l'ipotesi dell'avvelenamento, allora potrebbe essere riesumato il corpo di Giuliano Gatti. L'ipotesi comincia a farsi strada e adesso nessuno degli investigatori la vuole confermare. C'è cautela sia in Procura, sia tra gli esperti di indagini scientifiche del Ris di Parma. Prima di ogni altra cosa dovranno essere completate le verifiche sull'omicidio dei Donegani. Ci vorranno giorni, però. Forse almeno due settimane per arrivare a ricomporre tutto il mosaico con gli elementi che ancora mancano. In quel momento, però, la morte di Giuliano Gatti potrebbe anche diventare un caso.
Il papà di Guglielmo è morto il primo giugno scorso. L'ha ucciso un cancro che aveva da tempo. Il dubbio che s'insinua a Brescia in questi giorni è se la sua morte possa essere stata accelerata. È un dubbio grave, caricato di significato dall'accusa atroce che pende sulla testa di Guglielmo. Perché se è lui il mostro, può aver colpito prima. Voci e sospetti che soltanto la certezza sul «come» è finita la vita dei coniugi Donegani potrà trasformare in un'altra pista investigativa oppure lasciare cadere nel vuoto. Quel che appare certo comunque è che i rapporti tra papà e figlio non fossero dei migliori. I conoscenti di Giuliano Gatti dicono che avesse «in pugno Guglielmo, ma gli voleva bene». Ecco il padre-padrone di cui già si sapeva, l'uomo che non approvava la vita senza futuro del figlio, ma anche il genitore che decide di lasciare tutto a Guglielmo: due case (quella di via Ugolini a Brescia e quella del passo dell'Aprica) e duecentomila euro in titoli. Poi la malattia. E la morte.