Sossi: «Rapito per aver scoperto l’asse Pci-Br»

Mario Sossi, il magistrato genovese sequestrato dalle Brigate Rosse nel 1974, è convinto che il suo rapimento venne deciso per le indagini da lui condotte sulla morte dell’editore Giangiacomo Feltrinelli e sui rapporti tra Br e Partito Comunista Italiano. «Le cause del mio sequestro - ha detto Sossi, ieri a Genova durante la commemorazione dell’eccidio del procuratore generale Francesco Coco e della sua scorta - vanno ricercate nel 1972 quando indagando con i colleghi di Milano sulla morte di Gian Giacomo Feltrinelli, scoprii insieme all’eroico commissario Calabresi i legami tra Fronte di Liberazione della Palestina e Br. Quando si capì che il nucleo principale del gruppo terroristico XXII Ottobre aveva sede a Genova nella sezione di piazzale Adriatico del Partito Comunista Italiano e che la federazione giovanile comunista di Reggio Emilia aveva avuto larga parte in questa avventura. Mi spiace ricordare queste cose politicamente scorrette. Ho sempre avuto il coraggio di dire la verità, sono sempre andato contro corrente, non sono mai salito sul carro dei vincitori. Questo va precisato».
Una vita controcorrente, che Sossi non ha voluto smentire neppure ieri, durante la cerimonia per ricordare Coco e i poliziotti trucidati nel 1976. Il magistrato che è stato anche presidente di Cassazione, ha abbandonato tra lo stupore del pubblico l’aula magna del liceo D’Oria durante la commemorazione, in polemica con la ricostruzione storica di quegli eventi fatta dal neoprocuratore generale di Genova, Luciano Di Noto. «L’amico Luciano Di Noto - ha detto Sossi - nel suo discorso ha fatto, non volontariamente, qualche dimenticanza, cioè non si è ricordato che la notte del 23 maggio 1974, quando venni liberato dalle Br a Milano, mi feci spostare d’urgenza all’ospedale San Martino di Genova perché venisse constatata la mia non incolumità e rendere quindi impossibile la scarcerazione dei militanti della XXII Ottobre».
Pronta la replica di Di Noto, che ha puntualizzato: «L’impugnazione dell’ordinanza della Corte di Assise di Appello con cui venivano scarcerati gli otto terroristi fatta dall’allora Pg di Genova, Francesco Coco, fu precedente alla liberazione di Sossi, il ricorso era già stato spedito», sottointendendo quindi che la scarcerazione della XXII Ottobre non sarebbe stata bloccata per merito di Sossi. Sentita questa precisazione Mario Sossi, alzandosi di colpo dalla prima fila, è uscito dall’aula.