Sostegno ai disoccupati Prima tegola sulla testa della giunta Burlando

(...) lavoro precario abbiano un reddito imponibile inferiore a settemila euro.
«Il bilancio della Regione è decimato ma aiutare disoccupati, precari, soggetti a rischio di esclusione sociale è assolutamente necessario» ha detto Matteo Rossi consigliere regionale del Sel, mentre Maruska Piredda responsabile regionale per il lavoro dell’Idv spiega: «Questo è un esempio di come la politica dovrebbe operare davanti ad una situazione di emergenza sociale promuovendo finalmente delle risposte concrete, per altro già previsti dall’Unione Europea. Non dimentichiamo che, con la trasformazione dell’economia e la precarizzazione diffusa, gli ammortizzatori sociali coprono non più del 30 per cento della forza lavoro». I consiglieri proponenti mettono già i paletti per difendere la proposta di legge: «Di fronte ai dati devastanti della disoccupazione in Italia la riteniamo una importante soluzione per contrastare la crisi economica e sociale: in sede di maggioranza questa iniziativa rappresenterà una priorità fondamentale che si apra un capitolo di spesa nel bilancio, ed è auspicabile che questa iniziativa legislativa faccia da apripista e che anche il Governo legiferi in materia».
La legge pianificata dai gruppi Idv, Sel e Rifondazione prende spunto da una legge analoga pianificata dalla Regione Lazio un anno e mezzo fa e ancora in vigore e che prevede un indennizzo minimo per disoccupati, inoccupati e lavoratori precari oltre ad una serie di agevolazioni per trasporto, libri scolastici per i figli e contributi per pagare forniture di pubblici servizi.
Ma a dimostrazione di come la Regione possa avere difficoltà a sostenere la legge e quindi a creare tensioni politiche all’interno del centrosinistra, arriva la notizia che l’assessore regionale con delega ai trasporti Enrico Vesco lancia il fondo per il trasporto pubblico locale mettendo sul piatto cinque milioni per il 2011 «per consentire a tutte le aziende di trasporto pubblico locale della regione di incentivare i lavoratori alla pensione e di sostenere coloro che dovessero andare in cassa integrazione». Vesco ha lanciato l’iniziativa dopo un confronto con il presidente di Amt Bruno Sessarego, il vicesindaco di genova Paolo Pissarello e le organizzazioni sindacali. Dei 5 milioni circa il 60% sarà destinato ad Amt sulla base del numero di dipendenti e dell’effettivo servizio erogato. Ninete di nuovo, invece, sul fronte dell’aumento del biglietto per il trasporto pubblico genovese: si deciderà qualcosa alla fine del mese dopo aver conosciuto l’esatta dimensione della manovra finanziaria del Governo.