Sostegno alla maternità, ecco come fare

Sostegno alla maternità e paternità: come utilizzarlo negli studi professionali? «Una domanda che ci è stata posta spesso - spiega Cesario Genco, delegato a lavoro e previdenza del Collegio nazionale ragionieri commercialisti - nonostante la legge abbia ormai cinque anni di vita. E questo perché alcune disposizioni necessitavano di essere, per così dire, adeguate alla realtà della libera professione, che è ben diversa da quella del lavoro dipendente. Per fare un esempio, il testo legislativo richiede un accordo con le organizzazioni datoriali, che noi ovviamente non abbiamo. Ecco perché mi sono rivolto al ministero del Lavoro per sapere se l’accordo poteva essere invece stipulato con l’ordine professionale, e abbiamo ottenuto risposta positiva».
In sintesi, una commercialista che deve andare in maternità può trovare il sostituto appropriato - deve essere nella stessa condizione professionale -, predisporre il progetto di sostituzione, costi compresi, e richiederne l’approvazione al ministero. Quest’ultimo provvederà a erogare un finanziamento, fino a un massimo di un milione per una durata non superiore a 24 mesi, mentre alla corresponsione dell’indennità di maternità provvederà, come già in passato, la cassa di previdenza.
«È una questione che riguarda non solamente i commercialisti - spiega ancora Genco - ma tutte le libere professioni. Anche loro, quindi, potranno trarre beneficio dalla lettura del documento pubblicato sul sito del Consiglio nazionale, che integra e completa la circolare già inviata a tutti i presidenti dei collegi dei ragionieri. Un vero e proprio manuale operativo, dal taglio pratico, dove i professionisti interessati possono trovare le modalità di presentazione dei progetti, l’iter di ammissione ed erogazione del finanziamento e la modulistica di riferimento».
È importante, ad esempio, sapere che la presentazione dei progetti deve avvenire entro il 10 febbraio, il 10 giugno e il 10 ottobre di ogni anno. Ogni progetto deve essere accompagnato da un accordo con l’ordine professionale competente per territorio in relazione all’iscrizione del richiedente, dove vanno chiaramente indicati data e luogo della stipula, titolo del progetto, nomi dei firmatari, ordine di appartenenza e caratteristiche specifiche del progetto stesso (oggetto, obiettivi, azioni da realizzare, numero e nomi o caratteristiche professionali delle persone coinvolte). Per la sostituzione di lavoratori autonomi, la priorità è data a chi ha figli fino a un anno di età.