«Sostenendo questi infelici si fa opera di pubblico bene»

Pacelli alle Nunziaturee di Irlanda, Argentina, Cile Perù, Bolivia, Colombia, Cuba, Centro America, Lituania, e a Delegazioni apostoliche di Stati Uniti, Australia, Albania, Congo Belga, Indocina, Siria, Egitto, Africa Meridionale, 30 novembre 1938, N. 57890/38.
«Parecchi ebrei convertiti italiani e tedeschi sono costretti da note leggi abbandonare patria e per vivere chiedono poter esercitare estero loro professione e segnatamente insegnamento e medicina. Anche Eminentissimo Cardinale Mercati disposto suggerire illustri professori vari rami scienze per insegnamento universitario. Prego Vostra Eccellenza comunicarmi con tutte opportune informazioni se costì vi siano Università, Istituti Cattolici, Ospedali o altri enti disposti assumere dette persone e a quali condizioni».
(Archivio Segreto Vaticano, AES, «Stati Ecclesiastici», Pos. 575 p.o., fasc. 606, ff. 77-78).
Appello del Cardinal Mercati per il Natale del 1938 in favore degli Ebrei, che Pio XI fa proprio e spedisce ai cardinali americani e canadesi.
«Ogni animo uomo equanime si sente mosso a compassione considerando la penosa situazione in cui vengono a trovarsi tanti innocui, fra i quali non pochi esimii e benemeriti, obbligati, per l'unico motivo dell’origine loro, ad emigrare in terre sconosciute e non senza aver prima superate serie difficoltà. Tra gli sfortunati predetti sembrano da raccomandare in modo specialissimo alle Università e agl’Istituti Americani di aiuto alle imprese scientifiche gli studiosi più valenti ed attivi, che hanno dato prova di saper compiere ricerche ed opere egregie all'uopo. Di tali cercatori e studiosi il numero è sempre e dovunque piccolissimo, richiedendosi un genio particolare, una formazione lunga ed accurata, e la pratica di una rara combinazione di circostanze favorevoli allo svolgersi e al produrre dello spirito. Essi non sono uomini agl’inizi - dei quali siano incerte la buona riuscita e la perseveranza, - ma provati, che per anni e anni faticosamente cercarono e raccolsero, e giudicano una morte il non poter più lavorare utilmente e il non poter più comunicare al pubblico il frutto dei loro lavori, banditi come sono dalle cattedre, dai laboratori, dalle accademie, dalle società, dalle librerie, e non trovando più editori.
Evidentemente, è di grande interesse, procurare a costo di sacrifici, che essi non restino abbandonati né si scoraggino, ma continuino e terminino, trasmigrando sotto cielo più benigno, in centri di studio e di lavoro comodi, sia dell’antico sia del nuovo mondo.
Sostenendoli, aiutandoli, non si compie solo un atto di umanità e di carità privata, come sarebbe con ogni altro degl’infelici, ma si fa opera provvida, sapiente, di pubblico bene, perché dei veri progressi scientifici all’ultimo ne approfitta il mondo intero.
Ognuno sa quanto importi, benché non sia facile, avere negli Istituti di studi superiori maestri eccellenti, capaci e desiderosi di formare valenti allievi e di addestrare i più capaci al lavoro scientifico. L’America settentrionale ne ha, e dei valentissimi, ma non troppi, come neanche le nazioni più progredite da secoli. Ora che in Europa si ostracizzano uomini anche di valore e di benemerenze incontestabili, l'America ricca ha un'occasione unica di sceglierne i più valenti e così portare le proprie scuole superiori ad un'altezza senza pari».
(Archivio Segreto Vaticano, AES, «Stati Ecclesiastici», Pos. 575 p.o., fasc. 606, f. 104)