Sotto accusa le compagnie di charter

La maggioranza degli incidenti causata da difetti nei controlli tecnici e superlavoro del personale. In volo anche aerei sotto sequestro

da Milano

Nell’ambito aeroportuale non si accetta alcuna altra ipotesi se non quella della drammatica coincidenza, ma queste prime due settimane di agosto sono state nerissime per l’aviazione mondiale. L’elenco parte il 6 agosto con l’Atr 72 della Tuninter in volo da Bari a Djerba che ammara tragicamente al largo della Sicilia occidentale, il bilancio è pesante, 13 morti e tre dispersi. Quattro giorni dopo un 737 della compagnia cipriota Helios precipita a pochi chilometri da Atene senza alcun sopravvissuto fra i 121 passeggeri a bordo. Ieri un altro pesantissimo bilancio con 160 morti sull’Md82 della compagnia colombiana West Caribbean Airways. In mezzo diverse richieste di autorizzazione per atterraggi in emergenza, mezzi dei vigili del fuoco e ambulanze pronte a bordo pista, traffico aereo chiuso, attimi di terrore a bordo fortunatamente conclusi a lieto fine. Ma prima ancora, e sempre quest’anno, altri due durissimi colpi inferti all’aviazione civile: il 2 febbraio un aereo privato della compagnia afghana Kam Air precipita durante una tempesta di neve vicino Kabul uccidendo le 104 persone a bordo, e il 16 marzo si registrano 29 morti sull’Antonov che cerca un atterraggio in emergenza nella tundra a cinque chilometri dallo scalo di Varandei. Questo per restare ai primi sette mesi e mezzo del 2005. Dal 2003 sono 15 gli incidenti aerei con un bilancio pesantissimo di vittime: 1494 fra personale di bordo e passeggeri.
Sotto accusa le piccole compagnie, i voli charter, la manutenzione degli aeromobili ritenuta frettolosa e superficiale per poter rispondere ai tempi strettissimi stabiliti da partenze e arrivi, il personale di volo sottoposto a stressanti turni di lavoro, aerei che vengono spinti in cielo senza i necessari requisiti di sicurezza. E non è tutto, su un tabloid di New York è stata pubblicata una statistica della Federal Aviation Authority che solo nell’ultimo mese ha segnalato 14 mancate collisioni sopra i cieli della città mettendo sotto accusa i controllori di volo che si sono difesi denunciando gli estenuanti turni di lavoro a cui sono sottoposti.
Nel lungo elenco degli incidenti di questi anni, molte compagnie di difficile collocazione, iraniane, congolesi, sudanesi, libanesi, dell’Uzbekistan, giavesi, afghane, che hanno fatto volare aerei già sottoposti a sequestri e poi improvvisamente riabilitati da non si sa quale ente e con quale autorità. Non esiste un’autorità che le possa fermare, mentre per alcune il divieto dovrebbe essere assolutamente totale, anche sui loro cieli.
Ma nelle statistiche sono entrate anche compagnie prestigiose e di altissimo livello che, dopo la segnalazione del pilota di un guasto all’aeromobile, hanno fatto ugualmente decollare il loro aereo. Ed è capitato che a essere guasto fin dal decollo fosse proprio uno dei motori.