Sotto la falsa tonaca centinaia di impostori

Emuli di Padre Ralph, ma abusivi in tonaca. Sono tantissimi i falsi preti, o finti frati, che, indossato l'abito talare, s’intrufolano con furbizia in chiese, comunità di volontariato, case private o fra i missionari, non per cedere all'attrazione per la propria Maggie, come accadde al protagonista di Uccelli di rovo, ma per abusare sessualmente di prede attratte da moderni Richard Chamberlain. Non solo. Già che ci sono si rendono anche protagonisti di ogni genere di truffa, inganni e rapine. E se i religiosi veri non se la passano molto bene tra scandali sessuali in giro per il mondo, quelli finti tentano di spassarsela a buon mercato. Centinaia di casi negli ultimi anni.
Uno dei casi più recenti analizzati in uno studio dei sindacati di polizia è andato in scena a Busto Arsizio nel maggio scorso. Un uomo di mezza età s'è finto frate minore francescano laico. Per mesi, una volta alla settimana, dopo aver conquistato la fiducia dei genitori, si presentava a casa di un'inconsapevole ragazzina di 13 anni per gli «esercizi spirituali» che l'avrebbero «fatta diventare pura come un angelo». Una volta in camera, la faceva spogliare per fotografarla col cellulare. Per mesi la vittima ha taciuto, poi ha raccontato tutto in un tema in classe. Il finto discepolo di San Francesco è finito in isolamento ed ha ammesso tutto, confessando la colpa con voce fioca e gli occhi strabuzzati, nemmeno fosse in trance. A Rimini, il Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa) che monitora chi si spaccia per religioso e/o pratica il satanismo, sta seguendo due processi, uno dei quali riguarda proprio la violenza sessuale di uno pseudo-prete accusato di abusi su minori.
C'è poi il caso dell'uomo che s'era persino assegnato i «gradi» spacciandosi per «padre superiore». La vocazione ce l'aveva sul serio, ma fu espulso da un seminario siciliano per una certa «incompatibilità» con gli altri allievi. E visto che diventare sacerdote non gli riusciva, s'è finto tale, vagando di convento in convento, di donna in donna, entrando in possesso di circa 300 preziosi oggetti, come arredi sacri, paramenti e reliquie. Ma la sua abilità non l'ha salvato dall'accusa di pedofilia per aver abusato di una delle minorenni provenienti da famiglie «difficili» ospitate nella comunità.
Si spacciava invece per prete missionario, seguace di monsignor Lefebvre, un altro falso sacerdote, arrestato per aver molestato un parrocchiano di 18 anni, dileguatosi approfittando dei domiciliari e finito di nuovo dietro le sbarre. L’impostore, presentatosi in clergyman e spacciandosi per don Pietro, è stato arrestato dopo che la curia l’ha denunciato al 113. Sospetti anche su un fantomatico don Alessandro, che prima di essere fermato dalle forze dell’ordine ha avuto il tempo di celebrare diversi matrimoni, insidiando in un caso pure la sposa. Una vecchia conoscenza dei carabinieri che già in passato avevano trovato foto di bambini e denunciato l'uomo per atti di libidine violenta e atti osceni. Sconcertati i frati ingannati che l'hanno ospitato per un mese: «Non abbiamo mai avuto dubbi sul fatto che fosse un sacerdote. Conosceva i riti perfettamente». Bravo era anche don Marco, che con la complicità di due «spalle» s'è finto prete, ha celebrato il funerale per la morte di un vecchietto, ha fatto distribuire le buste per le offerte «da destinare a un bambino di 4 anni malato di tumore», e poi si è dileguato facendo perdere ogni traccia. Come don Marco almeno altri 15-20 casi in giro per l'Italia.
C'è poi quello che, millantando amicizie nelle «alte sfere», chiedeva donazioni in cambio di favori. Don Roberto, invece, predicava on line. L'hanno indagato per violenza sessuale, sequestro di persona e truffa. Con una webcam si autoregistrava mentre parlava di Cristo e del Demonio. Dopodiché invitava le fedeli a contattarlo per approfondire l'amicizia. Il resto passava per Satana, le minacce, le messe (nere) e le richieste di sesso.