Sotto l’albero di Santa Cecilia c’è la «Nona»

Pace e Natale sono concetti che si consideravo interscambiabili e quasi equivalenti e non da ora. E Natale e Pace si ritrovano spesso intrecciati a un’arte capace di mettere tutti d’accordo, di far sedere gli uni accanto agli altri, musicisti di Paesi e fedi diverse e di far comunicare tutti con l’unica lingua che tutti capiscono: la musica. A questa tradizione di legare la musica al Natale non sfugge neanche la televisione che, per tutto l’anno avarissima di musica, in occasione delle feste ci regala concerti quasi ogni giorno, da Natale all’Epifania, molto graditi. A Roma, in particolare, da qualche anno si celebra il Natale con un grande concerto in occasione della consegna pubblica del «Premio Roma per la Pace e l’Azione Umanitaria», istituito dal Comune oltre dieci anni fa.
Quest’anno il Premio è stato assegnato allo scrittore israeliano David Grossman, il cui impegno per la Pace, noto a tutti, non è venuto meno neanche dopo la tragica scomparsa del figlio in Libano e gli verrà conferito pubblicamente proprio in occasione del concerto ceciliano, a inviti di questa sera alla presenza del Capo dello Stato e di mezzo governo.
Il concerto, poi, si replica, a pagamento, per il normale pubblico, l’indomani, domani sempre alle 21. Anche l’esecuzione dell’ultima sinfonia di Beethoven, la Nona, è curiosamente associata, da tempo, alla festa del Natale, forse per l’invito alla fratellanza che scaturirebbe dall’ultimo movimento della sinfonia, dove fa la sua irruzione nel catalogo sinfonico beethoveniano la voce umana, cui è affidato un ben noto testo di Schiller, adottato ormai come inno europeo, sebbene in una brutta versione elettronica.
Con la Nona, infatti, ha celebrato il Natale l’anno scorso la Scala, affidandone la direzione a Barenboim; con la Nona ha deciso di celebrarlo l’Accademia di Santa Cecilia, chiamando un direttore italiano, Fabio Luisi, questa settimana sul podio anche per il concerto di stagione (ha diretto, fra l’altro, il pianista Radu Lupu nel Quarto di Beethoven); e che appartiene alla nuova generazione di direttori, per lo più quarantenni, che si sta imponendo anche presso storiche istituzioni europee, come è la Staatskapelle di Dresda che egli dal 2007 si accinge a dirigere stabilmente. Cantano i solisti Ricarda Merbeth, Manuela Custer, Torsten Keri, Kwangchul Youn e il Coro ceciliano.
Auditorium. Sala Santa Cecilia. domani alle ore 21. Beethoven: Sinfonia n. 9. Direttore Fabio Luisi. Biglietti da 17 a 44 euro. Info: 06.8082058.