Sotto la Madonnina la «sei giorni» della chitarra

TERZA EDIZIONE Performance, mostre, seminari e incontri animeranno la kermesse tra pop, jazz e blues. Grandi ospiti: Tuck&Patti, Joe Bonamassa e Peter Green

La capitale della chitarra in Italia? All'ombra della Madonnina. Almeno fino a giovedì prossimo. Tutto merito del «Milano Guitar Festival», la manifestazione, giunta alla sua terza edizione, che coinvolge diversi luoghi del capoluogo lombardo in un susseguirsi di concerti, mostre, seminari e incontri con i grandi delle sei corde. Quattro i live in programma, il primo dei quali domani sera al Teatro Derby (ore 21.30, 28 euro), con Tuck & Patti, sodalizio pop-jazz di grande longevità, apprezzato da pubblico e critica. Tra l'altro, Tuck Andress (classe 1952), chitarrista radicato nel fertile terreno del blues e del country americano, sarà protagonista oggi alle 15 di un seminario all'Accademia del Suono di via Arsiero. Lunedì al Teatro Ciak (ore 21, 25/20 euro) sarà invece la volta dell'italo-americano Joe Bonamassa, uno dei più talentuosi bluesman in circolazione (terrà una clinic per insegnare lo strumento alle 16 dello stesso giorno all'Accademia Centro della Musica di Cusano Milanino). Un vero e proprio fenomeno, scoperto a 10 anni (ora il ragazzo nato nello Stato di New York ne ha 31) da una leggenda come B.B. King, che dopo averlo visto suonare in uno dei tanti locali downtown di New York, lo scelse addirittura come supporter. Mercoledì sul palco della Salumeria della Musica (alle 21 - 25 euro - il concerto; dalle 16 alle 18 l'incontro con il pubblico) salirà il bluesman londinese Peter Green, 63 anni, mitico fondatore dei Fleetwood Mac, mentre la sera successiva al Bloom di Mezzago (ore 22.30, ingresso libero) esibizione dei finalisti del premio Hendrix. Non basta? Sempre domani è in programma all'Hotel Quark di via Lampedusa la grande, collaudata, mostra mercato del vintage e del collezionismo «Second Hand Guitar» (ore 10.30-19, 10 euro). Già, perché la chitarra è uno strumento immortale, con un fascino misterioso, bella da suonare, ma anche da vedere e da toccare.