Sotto pressione tlc ed energetici

In calo il comparto delle banche

Il cammino delle Borse europea continua a essere disseminato dagli ostacoli della difficile congiuntura statunitense. A provocare ieri diffusi ribassi dei listini hanno contribuito due brutte notizie rimbalzate da oltre Atlantico: l’andamento dell’inflazione Usa superiore alle attese (più 0,4% in gennaio), che potrebbe complicare le scelte della Fed in materia di tassi; e il crollo dei mutui casa (meno 23% la scorsa settimana), segno di una perdurante crisi immobiliare. Piazza Affari non si è così sottratta all’andamento cedente dei mercati, con il Mibtel scivolato dello 0,74%, tra scambi per 4 miliardi di euro che hanno visto penalizzate soprattutto le tlc dopo il taglio di rating deciso da alcune banche d’affari. Giù quindi Telecom (meno 2,69%), anche perché il mercato non crede molto all’ipotesi di conversione delle risparmio mentre ragiona su una possibile riduzione del monte dividendi. Sottotono anche Tiscali (meno 2,67%). In calo anche il comparto bancario: male il Banco Popolare (meno 1,67%), Bpm (meno 1,56%) e Mps (meno 1,49%). Il cedimento di Edf (meno 9,3%) in Francia ha penalizzato gli energetici, con Enel (meno 2,33%) ed Eni (meno 1,47%). Il nulla di fatto sull’emendamento al dl milleproroghe relativo alla convenzione Anas-Autostrade ha spinto in basso Atlantia (meno 1,42%). In Europa, a Londra scivolone per Alliance & Leicester (meno 6,9%) a causa di profitti scesi nel 2007 del 41% a 257 milioni di sterline. In deciso calo Vodafone (meno 4,4%), sui timori di uno scoppio di una nuova guerra dei prezzi dopo gli annunci dei colossi Usa Verizon Wireless e At&t. Per la stessa ragione, a Francoforte Deutsche Telekom ha lasciato sul terreno il 3% per cento.