Sotto scorta la marocchina dalla parte di Hina

Quagliariello: «Subito la commissione d’inchiesta sulle donne immigrate»

da Milano

Sotto scorta per affrontare il terrore e prevenire qualsiasi altra aggressione, qualsiasi affronto. Il questore di Milano Vincenzo Indolfi, infatti, ha assegnato la scorta a Dounia Ettaib, la vicepresidente dell’Associazione comunità donne marocchine in Italia (Acmid) che, venerdì mattina, è stata spinta contro un muro, profondamente insultata e minacciata da due connazionali a due passi dal Centro culturale islamico di viale Jenner dove la donna ha il suo ufficio.
«Devi smetterla di parlare di islamismo: Hina è una puttana come te e, ricordati: la bellezza non dura in eterno» hanno sibilato, prima di andarsene, i due musulmani alla leader delle donne marocchine. Evidentemente «rea», a loro parere, di essersi presentata davanti al tribunale di Brescia giovedì mattina - e insieme alle duecento donne di fede islamica tra le quali moltissime iscritte all’Acmid - di aver sostenuto pubblicamente (volevano costituirsi parte civile, ma il giudice ha rifiutato, ndr) le ragioni della povera Hina Saleem, la giovane pakistana uccisa l’estate scorsa a coltellate da padre, zio e cognati che condannavano il suo stile di vita troppo occidentale considerandola una pessima musulmana.
«La signora Ettaib, che abita in provincia di Milano con il marito, verrà accompagnata e seguita nei suoi spostamenti da un nostro equipaggio con due uomini: sarà sottoposta, insomma, quella che noi definiamo non scorta, ma "tutela" - spiegano in questura - Lei è spaventatissima e molto preoccupata. La tutela le è stata concessa in via provvisoria, ma solo perché la decisione finale spetta al Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto che si riunirà la prossima settimana per ratificare il provvedimento».
La morte di Hina è ormai una questione politica, con troppi silenzi e molte reticenze. Qualcosa, però, si sta muovendo. Agli Affari costituzionali del Senato è stata approvata la legge che istituisce una commissione d’inchiesta sulla condizione delle donne immigrate. La relatrice è Elisabetta Casellati. Sull’argomento la sinistra si è già spaccata. «Ora - racconta il senatore di Forza Italia Gaetano Quaglieriello - la porteremo in aula per l’approvazione definitiva. Il caso Hina dimostra come siamo ancora lontani da una concezione universale dei diritti umani. Non esistono infatti, come pretendono i pasdaran del multiculturalismo, i diritti della comunità. Esistono i diritti della persona. Non si possono rivendicare le quote rosa e contemporaneamente dimenticarsi delle condizioni di schiavitù in cui vivono centinaia di migliaia di nostre potenziali concittadine».