Sotto il tallone dei militari, al potere dal 1962

Il referendum sulla nuova costituzione si terrà come previsto. Nel pieno della più grave tragedia della storia del Paese la giunta militare al potere in Myanmar, così hanno voluto sia chiamato il Paese, da sempre Birmania, sono attaccati più che mai al potere. E al potere in pratica ci sono dal 1962. Con un’unica breve parentesi tra il 1989 e il 1990, quando sotto pressione delle manifestazioni di piazza proclamarono le prime elezioni libere in 30 anni. La Lega nazionale per la democrazia, guidata da una donna coraggiosa, Aung San Suu Kyi, poi premiata con il premio Nobel, conquistò 392 seggi su 489 nel nuovo Parlamento. Troppo per i militari che rifiutarono di cedere il potere e proclamarono la legge marziale. Da allora San Suu Kyi è agli arresti. E la repressione feroce. Nel 2007 un’altra ondata di proteste popolari, culminata con la marcia dei monaci il 19 settembre. Anche in questo caso la risposta dei militari fu durissima, con morti e migliaia di arresti. Infine, quella che molti giudicano una finta apertura, un referendum previsto per il 10 maggio che dovrebbe portare a elezioni libere nel 2010.