«Sotto le toghe» Magistrati sotto la lente di Romano Ricciotti

Magistrato a riposo, Romano Ricciotti è ora storico della magistratura. Il suo terzo libro sull'argomento è Sotto quelle toghe - Le radici delle correnti nella magistratura (appendice di Salvatore Satta, ed. Settecolori, distrib. Mursia, pagg. 146, euro 12), sviluppo di un’attenzione che risale a quando Ricciotti collaborava, sotto pseudonimo, al quotidiano Roma, diretto da Piero Buscaroli. Sotto quelle toghe sarà discusso oggi, alla libreria Mursia (ore 21 via Galvani 24, tel. 02/67.37.85.30) dall'autore con Pier Camillo Davigo, consigliere di Cassazione.
Dr. Ricciotti, proprio un magistrato d'epoca sessantottarda, Franco Marrone, definì la categoria «serva dei padroni»...
«... e un magistrato di Milano, di cui non ricordo il nome, propose di “portare avanti la battaglia dei giudici, se necessario con la violenza”».
“Portare avanti”! Locuzione...
«... tipica degli albori di Magistratura democratica (Md), la corrente che teorizzò la giurisdizione come funzione di indirizzo politico».
Md a Milano ebbe - e ha - i suoi fasti.
«Fu tenuta a battesimo e diretta a lungo da Adolfo Beria di Argentine... ».
Chi c'era di valore in Md allora?
«Il primo a venirmi in mente è Emilio Alessandrini, ucciso dalla sinistra eversiva mentre difendeva la legge, lo Stato e quindi la libertà dei milanesi e degli italiani».
Come secondo, vorrei uno che non sia stato ammazzato.
«Gerardo D'Ambrosio, oggi senatore dei Ds. Prosciolse in istruttoria il commissario Calabresi, accusato di avere ucciso Pinelli».
Dei magistrati non "democratici" che hanno lavorato a Milano che cosa mi dice?
«Di Pietro mise energia fisica e intuito processuale nella principale indagine sulla corruzione, la cui mente giuridica era Pier Camillo Davigo».
Di Pietro non era un magistrato democratico. Ma fa politica.
«Decisione che ho disapprovato. Come del resto il suo schieramento».
Dallo ieri all'oggi. Lei, per nulla magistrato democratico, fra i democratici chi rispetta?
«Edmondo Bruti Liberati, valoroso magistrato e galantuomo».
Si periodizza la storia italiana con il '68 e con Mani pulite, che ha però inciso meno del '68.
«Un medico m'ha detto che installare by pass aiuta nel breve termine; nel lungo, la malattia torna. La corruzione anche».
Corruzione endemica, certo. Ma politicizzazione chiama politicizzazione.
«Relativamente. A Md s'opposero e si oppongono magistrati contrari alla concezione politica della giurisdizione. Proprio ieri c’è stata la loro rimonta nelle elezioni dell'Associazione magistrati».
Gli intellettuali furono in genere per Md.
«Sì. Occorse la fondazione de Il Giornale per avere una nutrita adesione alla polemica di Montanelli. Ma ormai era il 1974: il 1968 dei magistrati non era finito. Né lo è adesso».