Sotto il vestito (ancora) niente a parte modelle, cocaina e killer

I Vanzina lasciano i cinepanettoni e tornano all’antico amore: il thriller. In sala il secondo remake di un loro vecchio successo sulla Milano da bere- <strong><a href="/spettacoli/protagonista_vanessa_hessler_bellissima_che_ha_fatto_innamorare_figlio_gheddafi/17-03-2011/articolo-id=511993-page=0-comments=1">Protagonista è Vanessa Hessler</a></strong>

È giallo nel giallo, del quale esistono due versioni per motivi di sicurezza. Perché i Vanzina non sono mica Nanni Moretti, che a furia di proteggere paranoicamente il proprio film, sul set e fuori, se l’è visto spiattellare per filo e per segno su un settimanale, qualche mese prima di Habemus papam in passerella a Cannes. I fratelli del buonumore, invece, ora si cavano uno sfizio di forma e di sostanza con Sotto il vestito niente. L'ultima sfilata (dal 25 in sala), tornando al loro primo amore - il thriller - venticinque anni dopo Sotto il vestito niente, un vero successo prodotto da Achille Manzotti e Raffaello Saragò, ancora vivo sul mercato multimediale. Erano altri tempi e il nostro cinema viveva di generi, sebbene il giallo non fosse uno dei primi colori da scegliere sulla tavolozza produttiva. «Dopo tante commedie abbiamo pensato di riprendere il genere, che tante soddisfazioni ci diede allora. Da molti anni, ormai, in Italia non si realizzano più thriller. Eppure, nella lista dei generi più graditi dal pubblico è al primo posto. Con Franco Ferrini abbiamo inventato un meccanismo giallo molto intrigante, pieno di suspense e colpi di scena. Emozionare il pubblico, facendolo ridere è bellissimo, ma anche tenerlo incollato alla poltrona con il fiato sospeso», sostengono i figli di Steno. Alla boa dei beati sessant’anni più o meno pro capite, questo è il cinquantunesimo film della premiata ditta Carlo&Enrico, che insieme a Medusa (anche distributrice) e a Sky ha prodotto lo smaltato sequel, o, «evoluzione», come preferiscono catalogare al quartier generale Medusa. Ma di che cosa parla, Sotto il vestito niente. L'ultima sfilata, i cui poster minacciano eleganza e perdizione, con quelle due modelle sovrapposte, gli abiti impeccabili, i corpi perfetti, gli sguardi lontani? La scena resta quella della Milano da bere, Dio solo sa quanto attuale con il suo cocktail di moda, cocaina e crimine allo stato puro. E proprio durante la sfilata dello stilista Federico Mariani (Richard E. Grant), mentre il pubblico va in visibilio per la strepitosa top Alexandra (Alexandra Burman), qualcosa fa presagire che quello, per lei, sarà lo show definitivo. Infatti, quando sta per raggiungere gli amici al dopocena, invece della festa, arriverà la morte: un pirata della strada l’investe e lei batte la testa sull’asfalto, i setosi capelli biondi si spargeranno insieme al sangue. Naturalmente l’ispettore Vincenzo Marra (Francesco Montanari, «il Libanese» di Romanzo criminale) mangerà la foglia: non può trattarsi d’un pirata della strada e basta. Anche perché i delitti si susseguiranno e altre belle fanciulle perderanno la vita, per mano d’un serial killer, rincorso tra la Svezia e la Svizzera, passando per la comasca Villa Erba e sotto l’ombra del Colosseo.
A rinnovare i fasti d’una presenza femminile straniera e marcante (nel 1985 toccò alla danese Renée Simonsen) ecco Vanessa Hessler, tedesco-americana per parte di padre, già giornalista a Washington, e italiana per il ramo materno. È lei la vera «vanzinata» dell’operazione nostalgia, perché nella sua giovane e slanciata persona, Vanessa, che qui sostituirà la modella assassinata, venendo subito immessa nel circuito modaiolo a suo rischio e pericolo, riassume alla perfezione il credo di un certo mondo. Già vista in un film di di Neri Parenti (Natale a Miami), la modella in Germania è arcinota come testimonial di un fornitore d’accesso a Internet e guadagna cifre a sei zeri. E mentre le star di Hollywood, che hanno preso i soldi di Gheddafi (da Beyoncè a Mickey Rourke), con lo scoppio della rivolta libica, hanno preso anche le distanze dal dittatore, la Hessler è rimasta fedele al clan, dato il suo fidanzamento con l’aitante Saadi, il terzo figlio di Gheddafi, sempre in procinto di segnare il gol della vita (il rampollo fa il calciatore). Vent’anni lei, trentasette lui quando i due, da poco insieme, godevano le vacanze smeralde sullo yacht di Saadi, al largo di Porto Cervo. Visibilità mediatica assicurata, dunque, per la protagonista di Sotto il vestito niente. L'ultima sfilata. Seduzione, misfatti e attualità per il ritorno dei Vanzina.