Il sottosuolo dell’Aventino continua a cedere

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Continua l’allarme nel sottosuolo dell’Aventino. Cedimenti del terreno e voragini pericolose, ma anche cavità di tufo e pozzolane che creano un reticolo di cunicoli a rischio. E l’amara conseguenza, il crollo e le frane delle gallerie sotterranee. Riqualificare il colle romano che si sta sgretolando, ripristinando gli alterati equilibri del sottosuolo è l’obiettivo del presidente della commissione Cultura in Campidoglio Federico Mollicone che ha fatto un sopralluogo, definendo «l’Aventino è come una crema catalana con sopra una crosta di caramello». Una metafora mai così azzeccata. A ispezionare la zona con Mollicone, l’assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Ghera e il delegato del sindaco per il centro storico Dino Gasperini che durante la visita si sono interrogati sulle strategie da seguire per la messa in sicurezza del sottosuolo del colle. Il primo collasso stradale è nel 1988: il censimento dei geologi aveva rilevato una galleria dell’altezza di 8 metri nell’area del Mitreo di Santa Prisca, segno che le volte avevano ceduto e i danni di crepe e spaccature erano tali da aver interrotto il passaggio di mezzi pubblici nelle vie Santi Giosafat e Marcella, via S. Melania, piazza del Tempio di Diana e piazza S. Prisca, giudicati troppo pesanti. Conseguenza? La tutela del patrimonio archeologico messa a repentaglio e inaccessibile al pubblico. Inoltre, otto anni dopo, nel 1996, si erano ipotizzate due soluzioni di riqualificazione che avrebbero dato stabilità per effetto del contributo fornito dal peso della terra gravante: la punzonatura e il solettone. «Opere mai iniziate e vent’anni di intenti dichiarati dalle scorse amministrazioni, mai messi in atto» - come ha ricordato Gasperini. «La giunta Alemanno ha deciso di non ignorare il problema di riqualificazione dell’Aventino. Costituiremo un comitato che partendo dai sondaggi dell’88, costati ben 300 milioni di lire, possa eseguire un controllo costante sul territorio, trovando soluzioni concrete». Dello stesso avviso Ghera, che precisa: «L’amministrazione si impegna a fare una campagna di indagine per trovare i fondi per i lavori di recupero dell’Aventino».