Sottotetti, Forza Italia contro la Lega Mercoledì vertice sulla «legge Boni»

L’azzurro Moneta: «Sono in totale disaccordo, proposta da cambiare». La replica: «La sostanza non muterà»

Marcello Chirico

Era nell’aria, e infatti si sta verificando: nella Casa delle libertà si litiga per il sottotetto. Ovvero, per le nuove norme regionali predisposte dalla Lega per chi volesse ristrutturarli, norme che vanno a modificare radicalmente quelle preesistenti che così tanti problemi interpretativi avevano creato nei mesi scorsi, determinando una catena infinita di ricorsi al Tar. Nei giorni scorsi il neo assessore all’urbanistica Davide Boni ha presentato le proprie modifiche, prima però di un confronto preventivo con gli alleati, da cui ottenere il via libera. E questo ha fatto infuriare gli azzurri di Forza Italia, coi quali Boni si incontrerà mercoledì prossimo per valutare insieme a loro possibili correttivi al nuovo testo, che però l’assessore non ha intenzione di stravolgere.
«Sono sorpreso - dichiara Alessandro Moneta, ora assessore ai Trasporti ma nella passata legislatura autore proprio della normativa contestata - che un argomento così importante e di forte impatto sul governo del territorio non sia stato previamente discusso nelle opportune sedi politico-istituzionali. È positivo che Boni sia disposto a incontrarci per una serena valutazione di questo suo nuovo progetto legge che, per quanto mi riguarda, mi trova in totale disaccordo. Sono convinto che la legge attualmente in vigore possa essere migliorata nella parte riguardante un controllo più severo dei progetti di recupero dei sottotetti dal punto di vista paesaggistico ed estetico, l’assenza del quale, a volte, ha cagionato delle criticità. Criticità comunque marginali rispetto a una legge che ha consentito alla sola Milano il recupero di oltre un milione di metri quadrati di sottotetti per fini abitativi».
Sempre secondo Moneta «non va infine dimenticato - ha aggiunto - che questa legge ha prodotto uno straordinario impulso al settore edilizio, che rimane tuttora uno dei principali motori dell’economia lombarda».
«Sono disposto ad ascoltare Moneta e tutti gli altri alleati con la massima serenità, pur partendo dal principio che l’assessore all’Urbanistica della Regione sono io e non altri - la replica di Boni -; se mi sono permesso di redigere una nuova norma è perché il problema esisteva e la situazione non era più gestibile senza una normativa chiara. La vecchia legge ha ridato impulso al settore edilizio? Va bene, però non è pensabile sacrificare sempre tutto sull’altare dell’economia. Eppoi mi risulta che la vecchia legge l’abbia bocciata lo stesso Parlamento, e questo dimostra una volta di più che non andava bene».
«Capisco - ha concluso l’assessore - che Moneta senta sua quella vecchia normativa e la difenda fino all’ultimo, però non vorrei che il confronto di mercoledì si trasformasse da una questione personale in un problema politico vero e proprio. Perché se così fosse vorrebbe dire che Moneta e gli altri stanno mettendo le mani avanti su un progetto presentato dalla Lega che, a quel punto, potrebbe creare problemi seri nella maggioranza». Il faccia a faccia è rinviato a mercoledì.