Sottotetti, la Lega gioca d’anticipo e rifà la legge

Il testo prevede novità su deroghe, creazione di parcheggi, esenzioni e oneri urbani

Marcello Chirico

Deve ancora ottenere il via libera della maggioranza, prima (e non pare così scontato), e quello definitivo da parte del consiglio, poi, ma almeno inizia a fare un po’ di chiarezza legislativa su un argomento su cui finora c’è stata solo confusione e che ha determinato nel corso dell’ultimo anno una catena di ricorsi al Tar. Stiamo parlando della nuova proposta di legge sui sottotetti, già predisposta dall’assessore regionale all’urbanistica Davide Boni, e che la Lega punta a far approvare dal parlamentino lombardo prima delle ferie agostane «in modo - ha spiegato - da rimettere ordine su una normativa regionale che era monca e che, in questo modo, aveva autorizzato soltanto la speculazione edilizia. Non saremmo arrivati a questo se la norma che permetteva il recupero dei sottotetti, e che a noi leghisti piaceva, non fosse stata stravolta».
Sono sei i punti su cui il nuovo stralcio legislativo andrà a mettere ordine, a cominciare da quello che stabilisce la temporalità del recupero, che potrà avvenire solo negli edifici esistenti al 31 marzo 2005 (data di entrata in vigore della legge 12/2005), in quelli autorizzati con permessi di costruzione rilasciati entro la stessa data o con Dia (denunce inizio lavori) di attività del 1° marzo 2005. Per tutti gli altri edifici successivi si dovranno invece attendere otto anni prima di richiederne la trasformazione, fino a 10 per potere cambiare la destinazione d’uso ai sottotetti già recuperati.
«Quella degli otto anni è una scelta politica - ha sottolineato Boni -, con la quale vogliamo mettere fine alla speculazione avvenuta negli ultimi anni e dare forza invece al concetto di esistente ed evitare che tutti paghino le responsabilità di coloro che hanno fatto i furbi».
Le altre novità riguardano deroghe, costruzione di parcheggi, tutela paesaggistica, oneri urbani ed esenzioni. Più nel dettaglio: viene esplicitato l’effetto di deroga alle prescrizioni degli strumenti e delle norme di pianificazione comunale, consentendo il recupero anche nella fase transitoria dell’applicazione della legge 12; l’obbligo del reperimento di spazi per parcheggi pertinenziali nell’ordine di un metro quadro ogni 10 recuperati o, in alternativa, la monetizzazione; l’inserimento delle nuove costruzioni, in ambiti non sottoposti a vincolo, dovrà essere soggetto all’esame di impatto paesaggistico previsto dal Piano regionale (e la valutazione di una specifica commissione comunale dovrà avvenire entro 30 giorni), mentre per tutti gli altri occorrerà un’autorizzazione; i Comuni potranno maggiorare fino al 10% l’onere di costruzione da destinare poi, obbligatoriamente, alla realizzazione di interventi di riqualificazione dei centri storici, arredo urbano e restauro delle case popolari; infine, le amministrazioni civiche potranno deliberare ulteriori esclusioni dall’applicazione delle discipline oltre a quelle previste, ma saranno poi le regole del nuovo Piano territoriale a definire i limiti.
«Con questo stralcio di legge - ha aggiunto l’assessore - cerchiamo di recuperare qualche anno di ritardo sul governo del territorio. Proprio per questo penso che esista la possibilità di grandi convergenze nella maggioranza su questo testo, che mi auguro di poter presentare in aula fra un mese per l’approvazione definitiva».