Il soul dei Gnarls Barkley s’illumina con Reverberi

I Gnarls Barkley si fanno strada anche da noi usando un salvacondotto di tutto rispetto: è Crazy, pagina dei fratelli Reverberi scritta trent’anni fa per un film western e ora riproiettata, nella rilettura del gruppo inglese, ai vertici delle classifiche inglesi e americane. Il che consoli Gian Franco Reverberi d’una recente disavventura: il grande musicista ha avuto lo studio invaso dall’acqua, con distruzione di quarantacinque nastri contenenti composizioni rare e preziose, e successi internazionali disseminati lungo quarant’anni di lavoro. «Accade che una buona notizia s’accompagni a una cattiva», commenta il maestro, filosoficamente. Ma intanto eccola, la buona notizia: questo album in bilico tra folk, gospel, rock, funk, ricco di feeling e di contagiosa negritudine, un occhio all’orecchiabilità e l’altro alla scintillante varietà di suoni e ritmi. Sotto questo aspetto la rilettura di Crazy è esemplare: su un morbido «pedale» di tastiere una melodia dal sapore western declinata in puro lessico soul, col controcanto luminoso degli archi. Insomma una buona sintesi di stili e modelli diversi, e un omaggio dovuto alla musica italiana.

Gnarls Barkley St. Elsewhere (Warner)