Sovrappeso, obesità, malnutrizione: gli studenti faticano a stare in forma

Dai questionari compilati è emerso che meno del 50 per cento dei giovani è in forma Ma il 6 per cento delle ragazze è denutrito

Sovrappeso e obesità sono i nuovi problemi con i quali devono fare i conti gli studenti dell’università La Sapienza. A denunciare il fenomeno è Gong - Gruppo Orientamento Nutrizione Giovani - unità di educazione nutrizionale e gastronomica del primo ateneo romano. Dai questionari compilati da quanti si sono rivolti al centro gratuito è emerso che ad essere in forma sarebbe meno del 50 per cento dei giovani.
«Il profilo tratteggiato con i dati raccolti - spiega la professoressa Anna Maria Patti, ideatrice e responsabile del progetto - è, in realtà lo specchio dei ragazzi tra 20 e 30 anni, che vivono nella capitale. Solo il 45 per cento rispetta il peso forma, gli altri sono in sovrappeso o obesi. Per le donne, lo spettro è più ampio e comprende il 6% di soggetti sottopeso, con alcuni casi di anoressia. Questi ultimi sono difficili da seguire, perché le persone affette da tale disturbo raramente chiedono consigli sul modo corretto di nutrirsi. Se lo fanno è per le pressioni dei genitori, e, quindi, non tornano. Stiamo, comunque, cercando di abbinare alla consulenza nutrizionale quella psicologica per fare fronte alle diverse esigenze dei ragazzi». Misurazioni e «categorie» sono state ricavate, calcolando l’indice di massa corporea, che si ottiene dividendo il peso in chili per l’altezza in metri al quadrato. Il peso normale è compreso nell’intervallo tra i quozienti 18 e 25. Al di sotto del 18 si è magri, al di sopra del 25 grassi, oltre 40 obesi. Varie le cause delle rinnovate «rotondità». «I giovani tendono a preferire pasti veloci, sia da mangiare che da preparare - prosegue la professoressa Patti -. Molti vivono da soli. Non essendoci più la madre a cucinare, si organizzano con pietanze pronte, semplici e poco costose. Largo, quindi, a dolci e pizza al taglio, elementi sani se inseriti in una dieta varia, che possono essere dannosi quando, come capita spesso, sono l’unica o la principale fonte di nutrimento». A scomparire dalla dieta sarebbero, innanzi tutto, verdura e frutta, sostituiti, in molti casi, da snack, scelti per gola o nervosismo. «Il 70 per cento degli studenti ammette di mangiucchiare a diverse ore del giorno. Alcuni lo fanno nelle vicinanze di esami o in momenti di stress, per altri è un’abitudine».
Nato circa un anno fa all’interno del Dipartimento di Scienze di Sanità Pubblica, Gong è un servizio gratuito, fornito da docenti, laureati e specializzandi, volontariamente. «A costo zero, facciamo formazione sia ai futuri medici - conclude la docente - che agli universitari che, senza limiti di facoltà, possono prenotare gli appuntamenti on line. Diamo consigli alimentari e di stile di vita, insegnando a mangiare sano e a contrastare i modelli irraggiungibili proposti dai media, e invitando a fare attività fisica. Speriamo di poter ampliare presto il servizio, coinvolgendo specializzandi in psicologia e scienza dell’alimentazione».