Il sovrintendente dà il via libera al boschetto di Abbado e Piano

Il centro di Milano sempre più verde? Musica per le orecchie dei milanesi che forse, grazie alla determinazione e al prestigio del maestro Claudio Abbado, potranno passeggiare in piazza Duomo rinfrescati dall’ombra delle magnolie. Il progetto che il direttore Abbado, che ha chiesto per il suo ritorno sul podio della Scala il 4 e il 6 giugno per l’Ottava sinfonia di Mahler un cachet da 90mila alberi, ha affidato al maestro dell’architettura Renzo Piano, piace alla sovrintendenza. Si è tenuto ieri mattina, come anticipato dal Giornale, l’incontro tra il direttore d’orchestra e l’architetto genovese che ha studiato attentamente la morfologia del cuore della città per renderlo più verde, più fresco. L’idea, condivisa dal soprintendente per i Beni architettonici Alberto Artioli, prevede infatti la creazione di un «muro verde» dietro la cattedrale, mentre davanti alla facciata il sindaco ha preferito riportare la piazza agli anni Venti, con aiuole che incorniciavano la statua di Vittorio Emanuele. «Sul retro del Duomo ci dovevano essere degli edifici che mancano. Alla piazza - spiega Artioli - manca un lato, c’è solo il fondale». Al progetto «abbiamo collaborato insieme - spiega Artioli - e ora la proposta verrà presentata al Comune».
Non solo, da piazza Duomo partirà una promenade alberata, che lungo in via Orefici, piazza Cordusio, via Dante piazza Cairoli, porterà al Castello e al parco Sempione. Nelle carte di Piano compare anche una piazzetta Liberty immersa nelle frasche. «Stiamo andando avanti alacremente con il lavoro - racconta l’assessore al Verde del Comune Maurizio Cadeo -. La pianificazione del centro è ultimata e stiamo procedendo alle verifiche tecniche».
Una settantina in alberi saranno piantati: allo studio degli uffici tecnici di Palazzo Marino, la compatibilità della piantumazione di alberi con i sottoservizi - ovvero fibre ottiche, tubi, cavi, fognature - distribuiti tra piazza Oberdan, corso Buenos Aires fino a piazzale Loreto. Trenta alberi saranno poi interrati in via Paolo Sarpi, dove dall’anno prossimo partiranno i lavori per la creazione dell’isola pedonale. Diventeranno più verdi anche altre zone della città, con particolare attenzione alle periferie. Un esempio? Piazzale Gambara, piazza De Angeli e Buonarroti. Inutile dire che molte piante potranno andare, molto più agevolmente che non in città, a rimpinguare i parchi e i giardini sparsi per la città. «Se il progetto sarà realizzato non si tratterà solo di un fatto estetico - ha concluso il soprintendente -. È un lungo cammino che potrebbe durare fino all’Expo 2015 e potrebbe diventare anche un modo diverso di vivere la città con cambiamenti anche nel clima e nella temperatura».
Una volta che saranno terminate le verifiche tecniche il sindaco Moratti, che si è detta entusiasta di un possibile ritorno del maestro al Piermarini, incontrerà Abbado e Renzo Piano.