S&P dà fiducia a Fiat: svolta possibile

L’azione torna sopra i 7 euro. Domani vertice con governo e sindacati sul piano di rilancio

Pierluigi Bonora

da Milano

Un po’ di ossigeno per Fiat Auto. Dopo il miglioramento dei conti nel secondo trimestre, con le perdite passate da 238 a 88 milioni rispetto allo stesso periodo del 2004, è arrivato il parere di Standard & Poor’s che ha rivisto le prospettive del Lingotto a «stabile» da «negativo» sulla base dell’attesa «di un progresso della redditività del settore». A questo si aggiunge il dato delle immatricolazioni a luglio superiore alle attese: il gruppo, nonostante il calo delle vendite (meno 0,8%) sul luglio 2004, ha sostanzialmente tenuto raggiungendo il 27,5% della quota mercato, 1,2 punti percentuali in più sul mese precedente. Il marchio Fiat, in particolare, con il 20,9% ha ottenuto la quota di penetrazione più alta dall’inizio dell’anno. Un anno fa, comunque, il peso complessivo di Fiat, Lancia e Alfa Romeo sul mercato era del 28,15 per cento. Ieri la Borsa ha risposto positivamente solo al giudizio di S&P visto che i dati sulle immatricolazioni sono stati comunicati a mercato chiuso. Il titolo Fiat è così tornato sopra i 7 euro (7,02) guadagnando lo 0,55 per cento. Sull’azione torinese i riflettori continueranno a essere puntati durante la settimana: oggi, infatti, è attesa la firma che sancisce l’accordo sulla cessione da parte della Fiat agli enti locali di 300mila quadrati dell’area di Mirafiori. In cambio il gruppo si è impegnato a produrre a Torino 100mila Grande Punto. Domani, invece, l’amministratore delegato Sergio Marchionne e Paolo Rebaudengo, responsabile delle relazioni industriali del Lingotto, illustreranno a governo e sindacati i nuovi piani per Fiat Auto, vale a dire a quali modelli, con quali volumi e in quali stabilimenti, sarà affidato il rilancio decisivo del settore.
Lasciando da parte il fronte finanziario legato al prestito convertendo e alle nuove percentuali azionarie che questo determinerà a settembre e la chiusura del dossier Italenergia Bis, il futuro di Fiat Auto passa obbligatoriamente anche sui nuovi modelli e sulla risposta che avranno dal mercato con i relativi margini che questi potranno dare. L’elenco inizia dalla Grande Punto che arriverà a settembre (360mila unità annue l’obiettivo minimo e 400mila il massimo) e prosegue, con numeri minori, con l’Alfa 159 e la coupé Brera in autunno. La Croma, inoltre, ha raccolto dal lancio oltre 10mila ordini, mentre Punto, Panda e Lancia Ypsilon figurano tra i modelli più richiesti dagli italiani in giugno.
Per Standard & Poor’s, però, la posizione di mercato di Fiat Auto resta ancora debole e, per questo, ha confermato il giudizio BB- a lungo termine e B a breve. A pesare, secondo l’agenzia internazionale è anche il fatto che il gruppo di Torino «opera in un contesto sempre più competitivo». S&P ha migliorato le prospettive anche su Cnh Global, società produttrice di macchine agricole e movimento terra del gruppo Fiat, sempre a «stabile» da «negativo». Oggi il Financial Times dedica un lungo articolo al Lingotto e sottolinea come il gruppo stia preparando la svolta.
Tornando alle vendite di automobili a luglio in Italia, il dato complessivo è positivo e al di là delle migliori attese: più 1,17 per cento. Per il Centro studi Promotor ha pesato favorevolmente l’evasione della quota residua di consegne non eseguite per lo sciopero delle bisarche di maggio e non ancora recuperate in giugno. «Alcune case, inoltre - rileva il Csp - sono tornate a calcare la mano con i “chilometri zero” e anche con immatricolazioni di vetture da noleggio destinate in effetti a essere vendute in tempi brevi a clienti privati sul mercato europeo».