«S&P»: prospettive negative per Atac

Secondo l’agenzia Usa il rating riflette l’assenza di garanzie del Comune sul debito

Giacomo Legame

Un bilancio d’esercizio che presenta un utile di 498mila euro a fronte, tuttavia, di un risultato consolidato che evidenzia una perdita di 137 milioni di euro per il gruppo. Dati in controluce quelli di Atac spa, il cui documento finanziario è stato approvato ieri dall’assemblea dei soci. «Nel corso del 2005 - si legge nella nota dell’azienda capitolina di trasporto pubblico - la società, oltre alla ristrutturazione del debito a medio-lungo termine, ha realizzato due importanti iniziative: la fusione per incorporazione della controllata Sta spa e un’operazione di spin off immobiliare, con la costituzione di Atac Patrimonio, che ha permesso alla società la chiusura con il risultato evidenziato». E il perdurare del debito di 137 milioni sul «consolidato»? Il frutto, secondo Atac, di un incremento degli ammortamenti determinato dagli ultimi investimenti: dal rinnovo del parco mezzi al completamento della linea filobus.
Sempre ieri, la «Standard&Poor’s» (l’agenzia statunitense di valutazione del credito finanziario) ha confermato la valutazione «A+» di lungo termine, con prospettive negative, e quella di breve termine «A-1» dell’agenzia comunale per la mobilità. Contrastanti, anche in questo caso, le indicazioni. «I rating di Atac spa - secondo «Standard&Poor’s» - riflettono lo stretto legame dell’Agenzia con il Comune di Roma, i benefici attesi dalla recente ristrutturazione aziendale e la più chiara definizione della relazione finanziaria con il Comune attraverso il contratto di servizio settennale». Poi le dolenti note, legate al «tasso di evasione ancora elevato sui ricavi dei titoli di viaggio», cioè le perdite provocate dai cosiddetti «portoghesi» e al clima di incertezza sul futuro di Atac dopo il 2011, quando il servizio di trasporto pubblico dovrebbe essere messo a gara. È improbabile inoltre che l’azienda sia in grado di generare flussi di cassa positivi prima del 2009: ergo, almeno altri 3 anni di «profondo rosso» per le casse della municipalizzata.
Ma quello che colpisce nell’analisi dell’agenzia Usa è il modo in cui il rating riflette «l’assenza di una garanzia esplicita e diretta dell’azionista sul debito futuro di Atac». Nessuna garanzia ufficiale quindi da parte del Campidoglio, che già negli ultimi anni per fronteggiare le perdite è stato costretto a ricorrere ripetutamente ad aumenti di capitale e ai mutui ultradecennali della Cassa Depositi e Prestiti.