Da S&P tre indici «Shariah compatibili»

da Milano

Standard & Poor’s lancia tre nuovi «indici-Shariah», che seguiranno un paniere di società quotate «selezionate seguendo esplicitamente i dettami definiti dalla legge islamica».
Rigorosamente escluse, tutte le società attive su settori, o che offrono prodotti o servizi «non accettabili» in base alla legge islamica. Al bando, quindi, pubblicità e media, alcolici, finanza, scommesse, carni suine, pornografia e tabacchi. Il primo e più ampio dei tre nuovi indici - lo S&P/Citigroup Global Property Shariah Index - raggrupperà 130 società da 26 paesi di tutto il mondo, per una capitalizzazione di mercato di 231 miliardi di dollari. Tra queste compaiono società americane, australiane, cinesi e giapponesi. Il secondo indice rappresenta una selezione del primo - «World» al posto di «Global» - e include solo società con sede nei paesi industrializzati.
Infine, il terzo e più rigoroso, lo «S&P Pan Arab Shariah Index», che segue 129 società scelte solo da 11 Paesi islamici: Bahrain, Egitto, Giordania, Kuwait, Libano, Marocco, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Tunisia e Emirati Arabi Uniti.\