«Lo spaccacuori» non è volgare Però è anche molto prevedibile

I fratelli Farrelly e Ben Stiller sono stati fonte di grossi incassi con una formula volgare, ispirata alla commedia erotica italiana: quella di Tutti pazzi per Mary. Saggiamente ora riducono molto la volgarità nello Spaccacuori, rifacimento del Rompicuori di Elaine May (1972), tratto da una commedia di Neil Simon; sfortunatamente riducono molto anche il brio ribaldo. Morale: Lo spaccacuori è meno lutulento, ma è più prevedibile.
Restano a sostenere il film la bravura scontata di Stiller e la bellezza di Michelle Monaghan, nel ruolo della donna che lo fa innamorare, ma non è libera quando è libero lui (o viceversa). In sostanza Lo spaccacuori sfrutta l'incontinenza sessuale maschile, scambiata più o meno consapevolmente per amore, e il suo corrispettivo, l'infatuazione femminile: quanti matrimoni derivano da questo fluido che ben presto s'esaurisce? In quel momento cade la mimesi femminile, dunque l'assiduità maschile... I Farrelly non vogliono esser acuti, temendo di spaventare gli spettatori, visto che i loro non sono certo quelli del Woody Allen d'una volta. Così si resta a mezza strada.

LO SPACCACUORI di Bobby e Peter Farrelly (Usa, 2007), con Ben Stiller, Michelle Monaghan. 95 minuti