Spaccarotella in aula. Nessuno sguardo ai Sandri

Ripresa ad Arezzo l'udienza per l'agente di polizia che uccise il tifoso laziale con un colpo di pistola nell'area di servizio di Badia al Pino. La famiglia della vittima: "Vedremo in faccia l'assassino di nostro figlio". Respinta dalla corte la richiesta di rito abbreviato condizionato

Arezzo - "Vedrò in faccia l’assassino di mio figlio per la prima volta. Immaginate le mie sensazioni". Lo ha detto Giorgio Sandri, padre di Gabriele, il tifoso ucciso nell’area di servizio Badia al Pino l’11 novembre del 2007. Stamani in corte di assise ad Arezzo si è aperto il processo che vede imputato per omicidio volontario il poliziotto Luigi Spaccarotella. In aula sono presenti i familiari di Gabriele Sandri. "Voglio solo giustizia per Gabriele - ha detto Daniela, la madre del tifoso ucciso - io penso solo a mio figlio che non c’è più". Cristiano, il fratello di Gabriele, ha poi aggiunto: "Finalmente vedremo le sembianze di chi ha ucciso mio fratello".

Entra Spaccarotella È entrato in aula dopo che erano state allontanate telecamere e macchine fotografiche: Spaccarotella si è diretto verso la sua postazione, senza guardare i genitori e il fratello di Gabriele Sandri. I tre, papà Giorgio, la mamma Daniela e Cristiano, lo hanno seguito con lo sguardo, in silenzio, finché l’agente non si è seduto. I familiari di Sandri sono seduti sulle panche della fila di sinistra, l’agente è invece sulla fila di destra in posizione avanzata rispetto ai Sandri. I familiari hanno continuato a guardarlo per alcuni secondi, si sono scambiati fra di loro sguardi e qualche parola. L’agente indossa un cappotto nero e ha una cravatta blu su camicia bianca, al suo ingresso in aula è apparso un po' impacciato.

Il processo La corte d’assise  respinto la richiesta di rito abbreviato avanzata dai difensori dell’agente Spaccarotella, accusato di omicidio volontario. L'istanza era subordinata soprattutto a un confronto fra i periti che hanno stilato le consulenze balistiche sulla possibilità che il proiettile sparato da Spaccarotella sia stato deviato. "Secondo i nostri consulenti - ha spiegato Cristiano - la deviazione non c’è stata. In ogni caso ci sono testimonianze chiare sul modo in cui l’agente ha sparato e questo basta".