La spaccatura Hollande-Royal divide anche il Consiglio del Ps

da Parigi

Ségolène Royal ha sfidato il proprio partito rifiutando di partecipare ieri alla riunione del Consiglio nazionale socialista. Riunione attesissima, visto che si trattava di fare un bilancio della disastrosa esperienza delle elezioni presidenziali, in occasione delle quali proprio la Royal è stata la candidata ufficiale della principale formazione politica della sinistra transalpina.
Sentendo nell’aria una profonda insoddisfazione nei suoi confronti, l’ex portabandiera del Partito socialista - che il 6 maggio è stata sconfitta col 53 contro il 47 per cento dei voti da Nicolas Sarkozy nello scontro decisivo per l’Eliseo - si è ben guardata dal presentarsi alla riunione del «parlamentino» socialista, i cui lavori si sono conclusi in giornata. «Ségolène Royal è troppo occupata a Poitiers, dove deve occuparsi dell’amministrazione della regione di cui è stata eletta presidente nel 2004», ha dichiarato il deputato Arnaud Montebourg, fedelissimo luogotenente dell’ex candidata presidenziale.
La scusa è parsa però grottesca alla grande maggioranza dei membri del Consiglio nazionale, che hanno votato un documento proposto dal segretario generale François Hollande, ex coniuge della Royal. Solo pochi membri del «parlamentino» hanno votato contro il documento o si sono astenuti. Il testo proposto da Hollande decide - in polemica proprio con Ségolène Royal - che il congresso nazionale del Partito socialista avrà luogo «l’anno prossimo dopo le elezioni presidenziali previste nel mese di marzo 2008».
Questa posizione è stata criticata dalla pattuglia dei fedelissimi della Royal, che puntavano a riunire il congresso già il prossimo autunno allo scopo di sfruttare al massimo la popolarità di cui la loro leader continua a godere nel Paese. Pur essendo stata sconfitta alle presidenziali, Ségolène è riuscita infatti a costruirsi un’immagine positiva agli occhi di ben 17 milioni di elettori, che le hanno accordato la propria fiducia in occasione del ballottaggio presidenziale.
Il gioco della Royal consiste nel tentare di trasformare una sconfitta in una vittoria: l’eventuale riunione del congresso già nel corso del prossimo autunno le permetterebbe di far leva sulla simpatia che gli iscritti al partito le hanno manifestato nel corso della recente campagna elettorale. Le altre correnti e gli altri leader del Partito socialista, a cominciare da Hollande, preferiscono che il dibattito congressuale avvenga in un clima più tranquillo e puntano dunque al rinvio di quell’importante scadenza alla primavera o all’autunno 2008.
La tesi di Hollande e degli altri principali leader socialisti è confortata dal desiderio di evitare eccessive polemiche prima delle elezioni comunali, in programma per il prossimo mese di marzo. Essendo rimasta isolata in seno al proprio partito, la Royal ha deciso la propria ripicca, consistente nel rifiuto di intervenire al Consiglio nazionale.
Questa circostanza ha reso evidentissimo il suo isolamento e rischia di aprire una nuova spaccatura polemica in seno a questa formazione politica, già duramente colpita dalla sconfitta elettorale alle presidenziali e alle legislative, che hanno visto il centrodestra conquistare sia l’Eliseo sia l’Assemblea nazionale.