Gli spacciatori spariti nel nulla

Piero Pizzillo

Non si trovano, o quantomeno non sono stati trovati sino a ieri i cellulari degli spacciatori che hanno fornito la cocaina a Paolo Calissano, sia i 25 grammi trovati in un portasigari e sequestrati, sia la droga «sniffata» la drammatica notte in cui trovò la morte la ballerina brasiliana Ana Lucia Bezzerra Bandeira e che avrebbe potuto provocare anche il decesso dell’attore poi salvato dal tempestivo intervento dei medici del 118, che gli hanno praticato l’antidoto.
Con molta probabilità quei telefonini che servivano per i contatti con l’affezionato cliente saranno stati buttati o nascosti, in attesa di tempi migliori. Ovviamente i pusher sentono sul collo il fiato del capo della squadra mobile Claudio Sanfilippo, che però frena: «Stiamo lavorando - ci dice il vice questore , ma i tempi di indagine si prospettano lunghi. Non è escluso che la stessa indagine si estenda ad altre città, perché la droga potrebbe essere stata acquistata anche fuori Genova».
Abbiamo già scritto che domenica, dopo il ritrovamento dei 25 grammi e di tracce nell’auto, l’attore disse d’averla comprata nei vicoli; versione non ritenuta credibile dagli inquirenti, che hanno deciso di far periziare il cellulare dell’attore, perché dall’esame dei tabulati potrebbe venir fuori il numero riconducibile a un fornitore abituale che magari gli portava la «neve» a domicilio. Genuina o tagliata con altre sostanze? Lo stabilirà la perizia affidata a Severino Lorenzelli, che ha già eseguito l’esame tossicologico sulla vittima (risultati attesi fra 30 giorni).
A questo proposito è stato stabilito che sia Calissano sia la ragazza avrebbero assunto, dopo la droga, un tranquillante che avrebbe esaltato gli effetti dello stupefacente. L’attore lo avrebbe usato abitualmente, e anche in quella tragica circostanza, come ansiolitico.
Frattanto l’inchiesta giudiziaria procede a piccoli passi. «Sono in corso - dice il pubblico ministero Silvio Franz -. Aspetto che i difensori mi dicano quando potrò interrogare l’attore indagato» per detenzione di sostanze stupefacenti e morte conseguente a un altro reato (cessione di droga).
Da parte sua il difensore di Calissano, Carlo Biondi, ha presentato istanza al Tribunale del riesame per ottenere la sostituzione della detenzione ospedaliera con arresti domiciliari in una comunità di recupero, perché si possa disintossicare e curare i disturbi della personalità. Ieri pomeriggio, Biondi ha incontrato in ospedale l’attore, trovandolo «più tranquillo, sotto l’aspetto dell’agitazione, in quanto tenuto sotto sedativi, ma è in una situazione di grande confusione mentale nonostante le intense cure dei medici». Biondi ha portato al cliente la testimonianza di amici del mondo dello spettacolo che gli hanno telefonato o scritto.