Spaccio di coca e hashish: intera famiglia nomade arrestata dai carabinieri

Finiva al Laurentino 38 la droga lavorata e confezionata dai membri di una famiglia di nomadi stanziali, residenti a Porta Furba. Il primo tassello del puzzle che ha portato all’arresto da parte dei carabinieri dell’Eur di madre, cinque figli e alla denuncia di tre cugini, è stato il fermo di un piccolo pusher nel quartiere sulla Laurentina. Indagando sulla provenienza dell’enorme quantità di coca e hashish che inondava il quartiere, gli investigatori dei carabinieri hanno sforato il territorio di propria competenza finendo al Tuscolano.
Quando hanno fatto irruzione nell’abitazione da cui, presumibilmente, la droga partiva, hanno scoperto «un quadretto familiare molto simpatico - afferma un investigatore - sembrava quasi la scena di una film. La stanza era trasformata in un vero e proprio laboratorio per la lavorazione e il confezionamento dello stupefacente e ognuno dei membri della famiglia aveva il proprio preciso ruolo».
I primi passi dell’operazione dei carabinieri risalgono a circa un mese fa, quando gli stessi militari denunciarono in stato di libertà un componente della famiglia, C.E., 24 anni, sorpreso a spacciare droga e un tossicodipendente. Ieri mattina i militari dell’Arma, con l’ausilio del personale del nucleo cinofili, hanno fatto irruzione presso la loro abitazione in vicolo di Porta Furba e arrestato la madre e i cinque figli di età compresa tra 17 anni e 54 anni. Nel corso dell’operazione sono state rinvenuti oltre un chilo di cocaina, numerose dosi di hashish, 2 bilancini i di precisione, monili in oro, 15 orologi, tutto provento di furto e 16mila euro.