Spaccio di droga, vero business dei nomadi Ora via della Martora è diventata il posto più frequentato dai tossici che vi comprano dosi a prezzi stracciati Ma il turbolento insediamento potrebbe essere il primo campo abusivo a essere smantellato dal Camp

La Martora, ovvero il regno del Far-west. Potrebbe essere il primo campo nomadi abusivo ad essere smantellato, se oggi il Prefetto di Roma accoglierà le indicazioni del Comune di Roma. L’insediamento sulla Collatina, a cavallo fra V e VII municipio, è il più turbolento della città, un covo di delinquenza. Forse più dello stesso Casilino 900. «Non ne possiamo più. Siamo bersaglio quotidiano di aggressioni, furti, rapine a mano armata» denuncia il comitato di zona di Colli Aniene. Sotto stretto anonimato, raccomandano gli interlocutori. Ovvio, temono rappresaglie.
Nella zona la legge la fanno loro, i rom. Sono in 400, le roulotte a poche centinaia di metri dall’abitato, in via della Martora, fra la Collatina e viale Palmiro Togliatti, e spadroneggiano. «Non li abbiamo mai visti lavorare - affermano gli abitanti - Dove stanno adesso doveva sorgere un punto verde qualità, un parco giochi. Invece il piccolo campetto di 3-4 roulotte che c’era all’inizio si è in pochi anni ingrossato, adesso i rom stanno praticamente sotto le nostre finestre. Ci minacciano, vengono a rubare in casa anche con la gente dentro. Le donne sono perfino più aggressive degli uomini. Viviamo sotto assedio». Questo da 3-4 anni. Tutta Colli Aniene - supermercati, negozi, perfino la chiesa - è bersaglio di scorrerie. Donne, uomini, ragazzini, vecchi: non si salva nessuno.
Ultimamente poi il salto di qualità. Droga, via vai di tossicodipendenti, roulotte del buco: la Martora è diventato l’Eldorado degli spacciatori. I clienti sono sempre più giovani, alcuni addirittura minorenni, vengono da tutta Roma, vanno a botta sicura. I pusher, raccontano gli abitanti, non escono neppure dal campo, restano all’interno al sicuro. La bustina si vende a 10 euro, a prezzi stracciati. A dicembre 2008 un blitz della Polizia di Stato sorprese due giovani donne intente ad accogliere i clienti mentre allattavano. «L’idea di una madre che spaccia mentre allatta è terribile, quanto di più lontano dalle regole della civile convivenza» sbottò l’assessore Belviso. Ma i traffici sono continuati come e più di prima.
«Da ciò che emerge - denuncia il consigliere comunale del Pdl, Ludovico Todini - il vero supermercato della droga sono oggi diventati i campi rom. Prima Casilino 900, ora La Martora. Quando si parla di integrazione e solidarietà, a cosa ci si riferisce? Non è un caso che la sinistra predicava solidarismo e buonismo, mentre oggi i sindaci di sinistra della Provincia di Roma rilevano nella presenza dei campi nomadi a ridosso dei loro territori un problema. Non possiamo più ignorare le lamentele che ci pervengono dai cittadini del quartiere Colli Aniene». «Non solo si deve al più presto sgomberare il campo di La Martora - conclude Todini - ma occorre dare una svolta netta e decisa su tutti i campi nomadi di Roma. In altre capitali europee si suona un'altra musica. Copiamo lo spartito».
Di supermarket della droga parla anche Luigi Camilloni, presidente dell’Osservatorio Sociale: «Sembra che a Roma i luoghi preferiti, e forse i più sicuri, per lo spaccio, siano diventati proprio i campi nomadi. C’è da chiedersi se vogliamo perseverare con atteggiamenti buonisti e permissivi, che alimentano nei criminali la sensazione dell’impunità, visto che lo spaccio di droga è delegato perfino alle donne».