Dalla Spagna lo accusano: «A Te è un plagio» E lui: «È nata dal mio cuore»

Un blog di El Mundo denuncia: «La sua melodia è simile a quella di una canzone di Alejandro Sanz». La risposta: «Mi spiace, mai sentita. La mia l’ho scritta di getto»

da Madrid

Questa volta la Spagna ci bacchetta per una questione un po’ più futile. Diciamo così. Gli immigrati non c’entrano, c’entra la musica. Il quotidiano El Mundo ieri ha accusato di plagio Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, colpevole di avere incluso nel suo ultimo album Safari, il brano A te che, a loro sindacabilissimo giudizio, è sospettosamente simile a La primera persona, una canzone del loro cantautore Alejandro Sanz inclusa nel 2006 nel cd El tren de los momentos. «I discografici ci prendono tutti per tonti e vogliono venderci lo stesso cane con un collare diverso», scrive Quico Alsedo, un giornalista autore del blog Sexo, Drogas y Rock & Roll che fa parte di ElMundo.es e che ha accesso la miccia della polemica, partendo da una critica alla canzonetta commerciale spagnola e poi ampliandola fino a coinvolgere anche il cantante toscano. Lui, Quico Alsedo, è convinto del plagio e aizza i blogger contro Lorenzo, ammettendo poi, con immenso candore di «non averci capito una sola parola della canzone dell’italiano». Non avevamo dubbi e comunque peggio per lui. Vecchi pregiudizi del resto rimangono vivi attorno a Jovanotti che secondo il pensiero dei critici musicali spagnoli, «è una specie di incrocio italiano tra Will Smith e Ramazzotti che Berlusconi cercò di rifilarci quando sbarcò in Spagna con Tele Cinco all’inizio degli anni Novanta». Quantomeno ingeneroso per un cantante che ha seguito un percorso di maturazione artistica, partendo da uno stile leggero e disincantato fino ad abbracciare il grande impegno.
«La canzone A te - ha dichiarato Jovanotti - l’ho scritta di getto, come succede spesso con le canzoni che arrivano al cuore della gente, seguendo un’armonia molto semplice presente in tante canzoni (è un giro armonico che dicono abbia inventato Bach). La musica l’ho composta con il mio pianista Franco Santarnecchi e la linea melodica nasceva più o meno definitiva già mentre scrivevo le parole. Mi dispiace che qualcuno pensi che l’ispirazione melodica di A te non sia genuina, ma io la canzone di Alejandro non l’avevo mai sentita prima di un paio di mesi fa, quando qualcuno mi parlò di questa somiglianza, ma il mio disco era già uscito da un bel pezzo. Comunque - ha concluso il cantante toscano - ho ascoltato la canzone di Sanz e mi è sembrata proprio un’altra storia».