La Spagna in ansia per la «supersbronza»

Venerdì i giovani di tutte le città iberiche si raduneranno per una ubriacatura collettiva. Il governo prepara il coprifuoco

Manila Alfano

Venerdì notte la Spagna si sfiderà all'ultimo bicchiere. L'appuntamento è nelle piazze di tutto il Paese: Madrid, Barcellona, Cordoba, Granata, Cadice saranno invase da migliaia di giovani per il macrobottellon, la megasbronza nazionale da prendersi rigorosamente per strada. La convocazione, diffusa nel corso dell'ultimo mese attraverso una valanga di messaggi telefonici e mail, ha già raggiunto 22 capoluoghi e rischia di moltiplicarsi negli ultimi due giorni grazie anche al megafono del sito creato apposta per l'occasione: «macrobottellon.com», l'evoluzione del botellón, cioè dell'abitudine dei giovani di riunirsi di notte a bere e ubriacarsi, soprattutto durante i fine settimana o nei giorni di festa, nelle piazze delle città per stare insieme ed evitare di pagare i prezzi troppo cari di bar e altri locali.
Botellon significa letteralmente bottiglione, rappresentato di solito dal contenitore da due litri vuoto di coca-cola riempito di bevande alcoliche, birra o vino, e utilizzato per il consumo all'aria aperta. È questa la risposta di migliaia di ragazzi alla «Legge antisbronza» applicata in alcuni municipi e soprattutto nella capitale, governata dal Partito popolare, che prevede pene da 300 euro in su per chi beve in strada e che limita la vendita e la pubblicità di bevande alcoliche. Una legge che non sembra comunque avere impedito l'aumento del consumo di alcol, con il 44% degli adolescenti che a partire dai 13 anni bevono durante il fine settimana.
Le autorità in allarme hanno già decretato, in alcuni casi, il coprifuoco nei luoghi pubblici e mobilitato centinaia di poliziotti. Ma l'iniziativa non è proprio una novità e ha già avuto delle «prime» in alcune città di Andalusia e Galizia, dove ha riunito migliaia di ragazzi e ha spinto il ministro della sanità Elena Salgado a definirle un «attentato contro la salute».
La prima iniziativa è nata a Siviglia, in Andalusia, dove il 16 febbraio scorso cinquemila giovani si sono dati appuntamento con messaggi telefonici e mail. Altre città andaluse come Cordoba e Granada hanno seguito l'esempio, imitate poi da Vigo e La Coruña in Galizia. E ora si teme che la «maxisbronza nazionale» convocata per venerdì prossimo possa creare seri problemi di ordine pubblico. A Santiago de Compostela, in Galizia, la piazza principale è stata chiusa per evitare che diventasse teatro della megasfida alcolica. Più moderate invece le reazioni del sindaco di Malaga che ha fatto sapere che il 17 marzo si guarderà bene dal proibire la «maxisbronza», morbida anche la linea del prefetto di Castilla e Leon che assicura: «le riunioni alcoliche non rappresentano una minaccia per la sicurezza».
I giovani da parte loro sono divisi fra la sfida alle autorità, che vogliono estendere le leggi proibizioniste in vigore a Madrid, e la consapevolezza che tale protesta appare sfocata se paragonata a quella degli studenti francesi. «Quanto più lo proibirete tanto più berremo» avvertono ragazzi su una chat . Ma un altro chattista, Hinks, ricorda che «mentre i costi delle case aumentano diventando inaccessibili e i giovani francesi protestano contro una precarietà lavorativa che esiste in Spagna da dieci anni, qui ci si organizza per ubriacarsi mentre si continua a vivere con i genitori fino ai 30 anni».