La Spagna fa scendere dalle passerelle le top anoressiche

Cinque modelle rispedite a casa perché «troppo sottopeso»


da Milano

In Spagna la guerra alle taglie extra small era già stata dichiarata ad aprile. «L'incubo dell'anoressia parte anche dalla prova camerino» aveva fatto sapere Elena Salgano dal ministero della Sanità. E così il governo, in accordo con i grandi gruppi di moda come Inditex, Mango, Cortefield, El Corte Inglés, aveva fatto sparire dagli scaffali abiti che non corrispondono a un modello realistico di donna. Quello era solo l'inizio. Ieri l'annuncio choc degli organizzatori della «Settimana internazionale della moda di Madrid»: le modelle che vorranno sfilare qui dovranno avere un Bmi (Body mass index-indice di massa corporea) di almeno «18». Al bando le donne troppo magre dalla passerella. Lo scopo? Dare un'immagine più sana dell'evento che si svolgerà la prossima settimana, dal 18 al 22 settembre, nella capitale spagnola. Secondo tale parametro quindi ogni modella alta 1,75 non dovrà pesare meno di 56 chilogrammi. Secondo l'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, una donna è sottopeso quando il suo Bmi è inferiore a 18,5. Sicuramente sarà molto difficile rispettare la richiesta. Delle 68 modelle, di cui 24 straniere e 34 di fama internazionale, circa un terzo non rientrano nei canoni. Il Bmi, ad esempio, di Esther Canadas, la modella spagnola più conosciuta è solo di 14. Ieri mattina 5 modelle sono state rispedite a casa perché «non disponevano dei requisiti minimi». «Mi dispiace, ma queste sono le nuove regole che tutte le passerelle del mondo dovrebbero applicare», risponde Cuca Solana, direttrice di Paserela Cibeles. La notizia fa il giro del mondo delle passerelle: Londra, Milano, New York. Il Times evoca la fine delle modelle anoressiche, quelle nate con il mito di Kate Moss. Ma sembra che la coraggiosa iniziativa di Madrid difficilmente verrà emulata; gli organizzatori della «London Fashion Week» che inizia il 18 settembre, hanno già avvertito che non introdurranno una simile misura. Molte delle modelle che inizialmente avevano programmato di sfilare a Madrid si sono presentate ai casting londinesi. «Trovo che l'iniziativa di Madrid sia semplicemente ridicola», dice Manish Arora da Londra. «Gli stilisti hanno bisogno di vestire le modelle che hanno le taglie giuste, cioè magre. Le modelle migliori poi sono magre di natura e nessuno smetterà di usarle solo per questo». Il bando delle modelle sull'orlo dell'anoressia emanato dal governo regionale di Madrid ha decimato le passerelle spagnole, ma non ha avuto effetti sulla settimana della moda newyorchese, dove ha trionfato anche quest'anno il look stecchino e dove alcuni addetti ai lavori si sono sollevati contro il provvedimento preso in Spagna. «È una vergogna», ha protestato Cathy Gould della agenzia di modelle Elite, che ha base a Manhattan: «L'industria della moda viene utilizzata come capro espiatorio per malattie molto gravi e complesse come anoressia e bulimia, senza riguardo nei confronti delle modelle discriminate che hanno perso il lavoro». A Milano intanto la Camera della moda ha fatto sapere che non imporrà nessun regolamento specifico.