Spagna Ma i socialisti vogliono clonarla in Aragona

Madrid Mentre la città di Las Vegas affonda nella crisi, in Spagna si pensa di costruirne una nuova. Ancora più grande, ancora più incredibile dell'originale: una cattedrale nel deserto (questa volta aragonese) che aspira a diventare nientemeno che la principale destinazione turistica europea con 15 milioni di visitatori nel 2022. Il progetto si chiama Gran Scala e sulla carta occuperà circa 2.300 ettari in uno dei territori meno popolati della Spagna: il deserto dei Monegros, in provincia di Saragozza.
Lì si costruiranno, secondo gli ideatori del consorzio internazionale International leisure development (Idl), la bellezza di 32 casinò, circondati da 70 hotel, 200 bar e ristoranti, un campo da golf, un ippodromo e dalla più grande spiaggia artificiale del mondo, con tanto di mare finto e onde da surfare. Il progetto include anche 5 parchi d’attrazione a tema.
Il conto finale di quella che è già stata soprannominata la «Las Vegas europea» sarà di 17 miliardi di euro (la costruzione è prevista in due fasi, con la prima scadenza nel 2012). Nel frattempo può succedere di tutto. Il controverso progetto ha già sollevato molte critiche, in parte dirette al governo regionale del socialista Marcelino Iglesias, che sta appoggiando il piano. E se fra i cittadini c’è chi spera nei 26mila posti di lavoro che si dovrebbero creare entro il 2012 in una delle zone più depresse dell’Aragona, molti sono i contrari, come quelli già riuniti nella piattaforma Stop Gran Scala.