La Spagna: Italia razzista. Poi fa retromarcia

Sfiorato l’incidente diplomatico per le dichiarazioni della vicepremier De La Vega, che aveva accusato il nostro Paese di utilizzare metodi razzisti per contrastare l'immigrazione clandestina. Frattini: &quot;Ora è tutto chiarito&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=262089">Modello Madrid: spari e filo spinato</a></strong>

Lima - «Ci aspettavamo un chiarimento da parte del governo spagnolo. Che è arrivato, chiaro e puntuale!». Franco Frattini chiude così, con poche ma decise parole, l'incidente diplomatico tra Roma e Madrid che per qualche ora ha tenuto banco non solo alla «Cumbre» Ue-America Latina che si è conclusa ieri nella capitale peruviana, ma anche tra i 27 soci Ue, alle prese con una spaccatura imprevista. E infatti alle parole del vicepremier spagnolo María Teresa De La Vega, la quale commentando le misure che il governo Berlusconi sta mettendo in piedi per combattere l'immigrazione clandestina e la criminalità, aveva parlato della necessità di respingere «razzismo e xenofobia», è dovuta seguire una lunga fila di chiarimenti.

A Lima, un Frattini che descrivono furente ha visto il collega Moratinos prima, e Zapatero poi. Mentre a Madrid il nostro ambasciatore Terracciano chiedeva immediati chiarimenti al sottosegretario addetto agli Affari europei Lopez Garrido. Brutta l'entrata a gamba tesa della vicepremier iberica. E ingiustificata soprattutto. «La verità - faceva notare il nostro ministro degli Esteri - è che proprio la Spagna di Zapatero è stata molto ma molto più rigorosa del governo Prodi: sono state fatte decine di migliaia di espulsioni di persone che dall'Africa occidentale erano arrivate alle Canarie! Nel rispetto delle regole europee, sia chiaro, ma sempre di espulsioni si è trattato!».

Non ha voluto mettere il dito sulla piaga, Frattini. Ha evitato di replicare a chi gli chiedeva se l'Italia avesse protestato quando a Ceuta e Melilla l'esercito spagnolo sparò addirittura sugli immigrati che premevano sui fili spinati delle due enclaves iberiche, qualche anno fa. Ma ambienti della Farnesina hanno fatto notare che alla giustificazione di Madrid (stato di necessità), nessuno ebbe poi da ridire anche se quelle pallottole furono uno choc per l'intera Ue.
Incidente chiuso, insomma. Anche se fastidioso visto che poche volte un Paese membro si permette di giudicare le legislazioni degli altri. «La Spagna è un Paese amico - ha tenuto a puntualizzare il ministro degli Esteri - con cui vogliamo continuare a lavorare fianco a fianco». Senza però rinunciare a una inversione di marcia nella lotta alla criminalità di immigrati europei o extraeuropei. In proposito il ministro si è rammaricato dell'assenza di una voce, in questi giorni: quella dei rappresentanti di gruppi rom che condannassero «l'odioso tentativo di rapimento di una bambina» o che comunque deprecassero i tanti casi - a partire da quello della povera signora Reggiani - su cui la condanna dovrebbe essere unanime.

L'Italia in sostanza, non deflette da una revisione legislativa nel merito. E anche a chi da Bruxelles arriccia il naso a una revisione di Schengen, Frattini ricorda a brutto muso che quella strada è già prevista: non si tratta di rinegoziare, ma di revisionare il trattato alla luce di quel che ha funzionato o no. «Intendiamo muoverci all'interno delle regole comunitarie, ma non possiamo non agire anche secondo quanto ci hanno chiesto in tanti in Italia», ha puntualizzato. Zapatero e Moratinos hanno preso atto e fornito le loro scuse. «Le relazioni con l’Italia - ha precisato in serata il premier spagnolo - sono e sono sempre state molto buone. La vicenda è stata chiarita».
Frattini ha comunque ritenuto chiuso l'incidente e si è dedicato poi ai contatti bilaterali. Visto che esistono problemi per una possibile nazionalizzazione di Telecom in Bolivia e investimenti alle viste in Argentina. Anche se il più sorprendente dei colloqui è stato col venezuelano Chavez, autonominatosi erede di Castro il quale, stringendogli la mano gli ha chiesto papale papale: «Ma insomma, quando me lo fai incontrare il mio amico Silvio Berlusconi?».