Spagna, polemica sull’inno Non piace il nuovo testo

Pronte le parole per la «Marcia reale» Protestano sinistra, baschi e catalani

da Madrid

Per la cronaca è tutta colpa degli ultimi mondiali di calcio di Germania, nel 2006, quando anche chi non se ne era ancora accorto, si rese conto che la selección spagnola se ne stava zitta mentre l’orchestrina intonava la «Marcha Real». Il motivo, semplice: quello che è l’inno spagnolo dal 1770, non ha mai avuto un testo. Solo durante il franchismo il Caudillo aggiunse delle parole, che alla sua morte sparirono subito.
E allora, dopo quasi due anni di dibattito e velenose divisioni, sempre latenti e presenti in Spagna dinnanzi a decisioni nazionali, lo scorso agosto fu lanciato un concorso per trovare proprio tra los españoles, nessuno escluso, musicisti, aristocratici, cantautori, poeti e indipendentisti, il paroliere che restituisse smalto e, soprattutto, un senso alla «Marcha». Tra esplosioni di «grandeur» e incontrollabile orgoglio nazionale, «i nostri atleti sono i migliori, ma senza un inno», il Comitato Olimpico Nazionale ha raccolto prima di Natale 7mila proposte, selezionandone 100 e garantendo per il 21 gennaio la scelta del testo ufficiale. Ma, colpo di scena, come racconta il quotidiano conservatore Abc, le parole, oltre che incise nel disco rigido di un notebook del Comitato, sono da alcuni giorni anche sulla scrivania del direttore del giornale che, ieri, le ha pubblicate.
Per l’evento del 21, nella massima segretezza di notizie ufficiali puntualmente sfuggite ai gongolanti dirigenti spagnoli, Placido Domingo è il tenore che per primo farà vibrare la sua superpagata ugula sul seguente testo che, indovinate, comincia con «Viva España!». Poi viene il resto: «Cantiamo tutti insieme/ con voce distinta/ e un solo cuore». Le strofe successive recitano e ripetono, «Viva España!/ dalle verdi valli/ all’immenso mare/ un inno di fraternità» e, in un crescendo patriottico che ha ferito a morte i baschi, echeggiano le parole: «Ama la Patria/ perché sa abbracciar/sotto il suo cielo azzurro/ popoli in libertà».
I catalani, dispettosi, scrivono intanto una loro versione dell’inno dalla quale scompare la Spagna e compare la Catalogna. Ma compaiono anche le polemiche. Alla sinistra l’ode proprio non piace: «Non contiene un solo messaggio al femminile», ha detto una deputata socialista. E il capo dell’opposizione, il popolare Mariano Rajoy, pur non prendendo posizione, chiede che «il testo venga approvato dal Parlamento».