Spagna, sciopero del pedale «Basta accuse di doping»

E Lemond accusa Armstrong: «Ha minacciato me e i miei»

Pier Augusto Stagi

da Gorizia

«L’affaire» doping che sconvolge la Spagna scuote il mondo del ciclismo. E anche a Gorizia, dove Paolo Bettini ha vinto il suo secondo campionato italiano assoluto, l’argomento è al centro di tutti i discorsi. D'altronde non capita tutti i giorni di vedere un intero gruppo che, dopo tre chilometri di corsa, si ferma e torna in albergo. È successo ieri in Spagna. È durato infatti meno di una gita quello che doveva essere il campionato iberico. Il clamoroso ammutinamento da parte dei corridori spagnoli sarebbe maturato in seguito alle rivelazioni fatte dal quotidiano El Pais, che ha pubblicato un’inchiesta su quello che viene considerato il caso doping più grave dello sport spagnolo. Un’indagine storica, che riguarderebbe almeno 58 nomi del ciclismo, ma anche calciatori di punta (Real Madrid e Barcellona), tennisti e altri atleti di rango. «Eccoci nuovamente sotto attacco delle accuse qualunquiste dei media», ha detto José Rodriguez, capo dell'Associazione ciclisti professionisti spagnoli. Accuse che, secondo Rodriguez, instillano nell'opinione pubblica la convinzione che «tutta la categoria è colpevole». «Noi supportiamo la lotta contro il doping - ha aggiunto - e lo abbiamo sempre fatto». «L’Operacion Puerto», così si chiama l’inchiesta, scoppia come un fulmine a ciel sereno il 23 maggio scorso, quando La Guardia Civil rinviene, in uno degli studi medici più discussi e discutibili, 200 sacche di sangue, una lista con i dati e nomi in codice (El Bufalo, Zapatero, ecc.) di 200 ciclisti, spagnoli e stranieri, fra cui, si teme, anche italiani. A rivelare questa operazione è sempre El Pais, precisando che i corridori presenti nella lista appartengono alle principali squadre europee. In quella circostanza viene arrestato Manolo Saiz, team manager della Liberty Seguros, trovato con sacche di plasma e 60mila euro in contanti. E in questa operazione è coivolto anche il ginecologo spagnolo Eufemiano Fuentes, figura di riferimento di tutta questa operazione. «Il rapporto con il dottor Eufemiano Fuentes – avrebbe confessato Saiz ai giudici – è iniziato nel marzo del 2004, dietro insistenza di Roberto Heras. Ma il rapporto stesso si è interrotto nel giugno del 2005, dopo che il corridore José Azevedo era stato trovato con un tasso di ematocrito troppo alto al via del Giro del Delfinato». El Pais parla del coinvolgimento di 58 atleti, 15 dei quali sarebbero componenti della Liberty Seguros e 18 della Comunitad Valenciana. Non vengono fatti nomi, ma nei «file» di Fuentes i corridori sono divisi fra azzurri (15), verdi (23) e gialli (20), a seconda delle cure cui erano sottoposti. Gli investigatori ritengono che ci siano coinvolti atleti che parteciparono al Giro d’Italia 2005 e che proprio in Italia ci sia il corriere, cui era affidato il trasporto delle sacche di sangue da iniettare ai corridori prima delle tappe di montagna.
Franco Ballerini, selezionatore della nazionale azzurra, non si sbilancia. «Non è giusto che i processi vengano fatti sui giornali anziché nelle aule dei tribunali: sportivi e non». Un certo effetto lo fanno invece le dichiarazioni di un grande ex del ciclismo mondiale, Greg Lemond, che su L’Equipe, ha colpito duro: «Lance Armstrong mi ha minacciato. Ha minacciato me, mia moglie, i miei affari, la mia vita». Lemond spiega con quelle minacce la sua decisione di testimoniare contro Armstrong nell'arbitrato che oppose il vincitore di sette Tour alla compagnia di assicurazioni che rifiutava di pagare il premio previsto per i suoi successi francesi. L'antefatto risale al 2001, quando Greg si disse deluso per il fatto che Armstrong fosse legato al dottor Michele Ferrari, medico processato per doping. «La sua minaccia più grande - ha spiegato Lemond - consisteva nel dirmi che non aveva problemi a trovare dieci persone pronte a testimoniare che io prendevo Epo». Nell'intervista pubblicata ieri, Lemond attacca anche l’Uci. «Il problema va al di là di Armstrong. Lo scandalo spagnolo ne è un altro esempio. L'intero sistema è corrotto, l’Uci è corrotta».