In Spagna scompare anche in tribunale

È Natale e in Spagna si riaccende la polemica sui simboli religiosi, mai così aspra come quest’anno. A un mese dalla discussa sentenza di un tribunale di Valladolid, che aveva imposto il ritiro di un crocifisso da una scuola della città, la tradizione religiosa cristiana, da mille anni al centro delle tradizioni culturali del paese, è di nuovo nel mirino. L’ultima controversia riguarda gli austeri locali della Procura generale dello Stato a Madrid, dove un pm della Corte Suprema, Olga Sanchez, aveva preso l’iniziativa, in apparenza innocua, di installare un piccolo presepe. Ma l’idea non è piaciuta a un’altra pm, Pilar Barrero, che è andata su tutte le furie e ha chiesto l’immediata rimozione del presepe, denunciando una violazione della libertà religiosa con l’imposizione del simbolo di un culto. La magistrata è corsa dal viceprocuratore generale dello Stato Martin Casallo e il presepe è stato subito fatto sparire, creando però un senso di forte disagio fra i magistrati cattolici.