Spagna verso il sì all'aborto a 16 anni

Il governo Zapatero approva il disegno di legge che consentirà a ogni donna di interrompere la gravidanza entro le prime 14 settimane. Il provvedimento fortemente contestato dalla Conferenza episcopale

Bisognerà aspettare il via libera del Parlamento, ma intanto il governo di José Luis Zapatero ha approvato in prima lettura il disegno di legge per la depenalizzazione dell'aborto in Spagna. La nuova formulazione prevede che ogni donna, a partire dai 16 anni, possa decidere se abortire o meno entro le prime 14 settimane di gravidanza. Dalla 14esima alla 22esima settimana l'aborto sarà possibile solo in caso di «grave rischio fisico o psichico» per la salute della mamma o di malformazione del feto, con la constatazione di due medici. Sarà inoltre possibile interrompere la gravidanza anche oltre le 22 settimane se dovessero essere rivelate anomalie del feto: malattie estremamente gravi o incurabili, dietro parere favorevole di una commissione di specialisti.
La vicepremier Maria Teresa de la Vega ha detto che il progetto di nuova normativa «è in linea con la realtà spagnola di oggi» e «protegge e garantisce i diritti delle donne che devono affrontare questa situazione sempre difficile». «Dal primo all'ultimo articolo», ha aggiunto, il documento punta a «salvaguardare la dignità della donna». In realtà il progetto è duramente contestato dalla Conferenza episcopale spagnola (Cee) e dalle associazioni pro vita. La legge attualmente in vigore consente l'aborto in soli tre casi: stupro, malformazione del feto o rischio psicofisico per la salute della donna. Quest'ultima clausola è invocata nel 98% dei circa 120mila casi di aborto praticati ogni anno in Spagna.