Spagna: Zapatero: « Ho deciso se lascerò, ma non ve lo dico»

È diventato il grande tormentone di Natale per la stampa spagnola: la carriera politica di Josè Luis Zapatero è giunta praticamente al capolinea, travolta dalla crisi economica, o il premier cercherà di risorgere alle prossime politiche, in teoria previste per inizio 2012? Lo stesso Zapatero, che da mesi diceva di non avere ancora deciso, ha improvvisamente fatto salire la tensione annunciando lunedì sera ad alcuni giornalisti spagnoli di avere finalmente fatto la sua scelta. Ma, ha subito aggiunto, «non ve la dico». Il premier ha detto di avere svelato il segreto solo alla moglie, la cantante lirica Sonsoles Espinosa, che sembra prema sul marito perchè lasci la guida del governo, e a «una persona del partito». E ha lasciato intatta la suspence sostenendo che «non è il momento adatto» per rendere pubblica la sua scelta. La stampa iberica da mesi specula sul futuro politico di Zapatero il cui partito, il Psoe, è ai minimi storici nei sondaggi, staccato di fra 13 e 18 punti nelle intenzioni di voto dal Pp del capo dell'opposizione Mariano Rajoy. Il premier ha un tasso di sfiducia record attorno all'80%. Le dure misure di austerità decise con ritardo dal governo socialista da marzo e le impopolari riforme del mercato del lavoro e delle pensioni lanciate sotto la pressione dei mercati hanno allontanato da Zapatero buona parte del suo elettorato tradizionale. Un sondaggio oggi ha perfino annunciato un crollo storico dei socialisti nel loro feudo di sempre, l'Andalusia, dove il Pp (battuto con il 38,9% alle regionali nel 2008) ora vola con il 46,8% delle intenzioni di voto, e il Psoe precipita dal 48,9% del 2008 al 37,7%. La grande tornata elettorale del maggio prossimo, con le regionali e le amministrative in tutto il paese, è alle porte. Tutti gli analisti concordano nel prevedere un disastro socialista e una 'marea azzurrà, il colore del Pp. E, salvo miracoli, un'altra disfatta socialista è attesa alle politiche in programma fra 14 mesi, ma che potrebbero essere anticipate al 2011 se la Spagna, sotto la pressione degli speculatori, non potrà evitare un piano di soccorso Ue. Tutti segnali che fanno pensare che la decisione segreta presa da Zapatero potrebbe essere di lasciare. Il vicepremier Alfredo Rubalcaba, ritenuto il più probabile successore di Zapatero se questi si farà da parte, continua intanto ad «allargarsi». Il presidente del Congresso dei deputati Josè Bono, sconfitto da Zapatero nelle primarie del Psoe nel 2000, ha detto di avere «un patto di sangue» con Rubalcaba, che appoggerà se ci sarà una corsa alla successione. Il vicepremier è onnipresente. È l'uomo politico più amato di Spagna, ha risolto la crisi del caos aereo ai primi del mese, parla ovunque quale portavoce del governo, ieri ha fatto anche un salto «presidenziale» in Afghanistan, con fotografia accanto ai soldati spagnoli. Ed ha beneficiato perfino di Wikileaks. I dispacci riservati inviati dall'ambasciata Usa a Washington dicono che è «il più capace» e «il più intelligente» nel governo spagnolo.