Spagna, Zapatero silura l’opposizione interna

Mini-rimpasto di governo a Madrid: il premier nomina due fedelissimi in ministeri-chiave in vista dell’avvio delle delicate trattative con l’Eta

Manila Alfano

Il premier spagnolo José Zapatero dà una nuova virata a sinistra e cambia i suoi uomini. Un rimpasto parziale di governo con effetto domino che coinvolge i ministeri della Difesa, degli Interni e dell’Istruzione. Tutto è iniziato con le dimissioni del ministro della Difesa José Bono, che sarà sostituito dall’attuale titolare degli Interni, l’ex magistrato José Antonio Alonso.
L’abbandono - volontario, secondo l’unanime opinione della stampa - di Bono dalla carica di ministro della Difesa ha provocato un rinnovamento significativo dell’esecutivo socialista di Madrid e ha decretato, per il momento, la vittoria della linea politica di Zapatero, che ha approfittato delle dimissioni dell’ex presidente della regione Castilla-La Mancha per rimettere in moto gli ingranaggi della sua macchina.
Anello debole della coalizione, esponente di quell'anima «centralista» del Psoe che a volte lo poneva su posizioni più vicine a quelle del conservatore PP, Bono si era più volte scontrato con il ministro degli Esteri, Miguel Angel Moratinos e con il collega dell’Interno, che ora lo sostituirà, José Antonio Alonso. Il ministro della Difesa uscente infatti era considerato uno dei principali oppositori della riforma degli statuti di autonomia delle cominità autonome, Catalogna e Paesi Baschi, e più volte si era espresso in modo critico sul testo dello Statuto approvato recentemente al Congresso, in particolare sul fatto che la Catalogna avesse un inno e una bandiera «nazionali» propri.
Sia Bono sia Zapatero hanno fatto di tutto per smentire un qualche dissidio politico tra loro alla base del rimpasto. Davanti al Consiglio dei ministri Bono ha ribadito la sua «lealtà al governo socialista e alla Spagna», assicurando di volersene andare di sua volontà «per dedicarsi alla famiglia». Già sei mesi fa aveva espresso il desiderio di lasciare l’incarico, e tre mesi fa aveva presentato materialmente le dimissioni.
Agli Interni andrà Alfredo Perez Rubalcaba, ora capogruppo parlamentare dei socialisti, che avrà anche il compito di affrontare la delicata stagione aperta dagli indipendentisti baschi dell’Eta con la proclamazione del cessate il fuoco. Una mossa che permette a Zapatero di affidare l’intero dossier dei negoziati con l’Eta a uno dei tecnici che più hanno lavorato per poter arrivare a una soluzione negoziata del conflitto. Il 54enne Rubalcaba, nonostante lo stile discreto, è uno degli uomini forti del Psoe e un abile negoziatore. Durante la tregua proclamata dall’Eta nel 1998 fu l’interlocutore scelto dai socialisti del governo conservatore di José Maria Aznar, allora al potere.
Il mini-rimpasto ridisegna anche il settore dell’istruzione. Il giorno dopo l’approvazione della nuova legge di riforma sull’istruzione, Maria Jesus Sansegundo, ministro della Pubblica istruzione, lascia l’incarico a Mercedes Cabrera Calvo Sotelo. La nuova ministra, docente universitaria, era già stata data come presenza sicura nella squadra di governo di Zapatero, dalla quale però venne esclusa. Possibile quindi che con questa scelta il premier abbia voluto non solo salvare la parità tra ministri e ministre, ma anche mantenere una vecchia promessa politica.