Spagna: Zapatero vince, battuto Rajoy

Successo del Psoe nelle elezioni insanguinate dall'attentato dell'Eta. Il premier <a href="/a.pic1?ID=246979" target="_blank"><strong>Jose Luis Zapatero</strong></a> riconfermato. Dopo lo spoglio del 71,45% delle schede, il Psoe ottiene il 44,41%, il Pp di <strong><a href="/a.pic1?ID=246980" target="_blank">Mariano Rajoy</a> </strong>il 39,65%<br />

Madrid - Zapatero e il Psoe hanno vinto le elezioni spagnole e il premier conquista a distanza di quattro anni il secondo mandato. Il leader del Pp, Mariano Rajoi non è riuscito nella difficile rimonta sui socialisti al potere. Il Psoe dunque si rafforza in questo voto insanguinato dall'attentato dell'Eta che ha ucciso un esponente socialista. Resta da vedere se Zapatero potrà fare a meno, come sperava, dell'appoggio parlamentare dei piccoli partiti che avevano in parte condizionato l'azione del suo governo nella passata legislatura.

Voti scrutinati Dopo lo spoglio del 71,45% delle schede, in base ai risultati parziali diffusi dal ministero degli interni spagnolo, il Psoe ottiene il 44,41% dei voti, il Pp il 39,65%. In proiezione in seggi, questi dati parziali darebbero al Psoe, secondo il ministero, 168 seggi nel nuovo parlamento, contro 154 al Partito Popolare. E' ancora in ritardo però rispetto alle altre regioni spagnole lo spoglio delle schede dell'area di Madrid - al momento solo al 55,14% - dove il Pp ha la maggioranza relativa. Lo spoglio in Andalusia, tradizionale serbatoio elettorale del Psoe, è invece al 84,62%.Alle elezioni politiche del 2004 il Psoe aveva ottenuto 164 deputati, e il 42,6% dei voti, il Pp 148 seggi con il 37,64%.

Prime reazioni Nelle prime reazioni i due principali partiti sono stati cauti nel prendere per certi i dati finora diffusi, pur senza esimersi dalle dichiarazioni di soddisfazione. Il Pp ha invitato ad attendere i punteggi ufficiali ma ha comunque sottolineato che otterrà un "risultato magnifico" e "probabilmente un risultato storico". Il Psoe, per bocca del segretario organizzativo José Blanco, ha assicurato di essere "molto soddisfatto". "Possiamo dire con fiducia che il Psoe ha vinto, è una grande vittoria", ha detto Blanco.

Piccoli partiti in flessione Dagli exit poll emergenze la polarizzazione del voto per Psoe e Per. Male i piccoli partiti. Solo Convergenza e Unione (CyU), nazionalisti moderati catalani, mantiene i 10 seggi attuali. Il Partito nazionalista basco (Pnv) perderebbe un seggio o resterebbe a 7. Gli indipendentisti catalani di Erc perdono da 2 a 5 degli 8 seggi mentre Izqierda Unida (IU, estrema sinistra) perderebbe fra 3 e 1 seggio dei cinque attuali. Erc e IU hanno sostenuto il governo di José Luis Rodriguez Zapatero nella trascorsa legislatura. Il premier si era in determinate occasioni appoggiato anche a CyU e al Pnv. Appare probabile che il Partito UPyD di Rosa Diez, uscita dal Psoe in protesta per la politica del governo nei confronti del terrorismo, ottenga un seggio.

Alle urne dopo una vigilia di sangue Per la seconda volta consecutiva gli spagnoli sono andati oggi numerosi alle urne non solo per decidere chi governerà il paese nei prossimi quattro anni, ma anche per dare una risposta collettiva di rifiuto del terrorismo dopo un attentato che ha di nuovo insanguinato il paese alla vigilia del voto. Quattro anni fa erano state le stragi dei treni di Madrid, firmate dal terrorismo islamico, l'attacco più sanguinoso subito dalla Spagna moderna (191 morti, 2000 feriti). Questa volta, venerdi, è stata l'Eta a colpire, uccidendo davanti a moglie e figlia il socialista basco Isaias Carrasco.

Nei giorni scorsi José Luis Zapatero, favorito nei sondaggi, aveva lanciato ripetuti appelli agli elettori, chiedendo a tutti di andare a votare oggi. Il Psoe temeva un un forte calo dell'affluenza rispetto al 2004, una tendenza ritenuta più favorevole al Partido Popular. Dopo l'assassinio di Carrasco, un appello emotivo al voto, quale risposta al terrorismo, era venuto ieri dalla figlia del politico ucciso, Sandra, in segno di "solidarietà" con il padre, per dire 'no' al terrorismo. Un segnale che ha forse contribuito a ridurre l'emorragia di voti prevista da alcuni sondaggi negli ultimi giorni. I dati sull'affluenza delle 18:30 hanno indicato però una flessione della partecipazione al voto, dal 63,02% nel 2004 al 61,09%. Ma quattro anni fa il paese aveva registrato una mobilitazione eccezionale, in un clima reso ancora più incandescente, all'indomani delle stragi dei treni, dallo scontro frontale fra il governo Pp di José Maria Aznar, che accusava l'Eta, e il Psoe, che indicava la pista islamica.

Oggi ci sono state differenze nell'affluenza alle urne fra regioni ritenute più vicine ai socialisti, come la Catalogna e l'Andalusia, dove alle 18 era registrata una flessione fra 3 e 5 punti rispetto al 2004, e quelle a guida Pp, come Valencia e Madrid, dove invece la partecipazione si è stabilizzata o perfino è leggermente aumentata. Nel paese basco, dove Eta e indipendentisti avevano lanciato appelli al boicottaggio, l'affluenza alle 18 era già in calo di 8 punti. Sotto un sole primaverile a Madrid la gente è andata a votare fra ferree misure di sicurezza, nel timore di nuovi attentati, con almeno due agenti davanti a ogni seggio a Madrid. Il ministro degli interni Alfredo Rubalcaba aveva avvertito ieri che il livello di Allerta 3, il massimo previsto prima dello stato d'assedio, sarebbe rimasto in vigore fino a dopo il voto.

Zapatero e Rajoy, i grandi protagonisti della sfida-rivincita sul 2004, hanno votato tutti e due a Madrid, in due seggi diversi. Il premier vicino al palazzo della presidenza del governo, la Moncloa, accompagnato dalla moglie la cantante lirica Sonsoles Espinosa. All'uscita dal seggio 'Zp' ha lanciato un nuovo appello al voto di tutti: "La Spagna è più forte, la democrazia è più forte se tutti vannoa votare". Poco dopo ha votato Rajoy con la moglie Elvira Fernandez Balboa. Anche il leader del Pp ha chiesto "a tutti di votare, pensando a sé e al futuro del paese". Poi il leader dei popolari, fedele all'immagine di uomo di tradizione e buon senso che ha cercato di forgiare lungo la campagna elettorale, ha annunciato che sarebbe tornato a casa a mangiare una paella in famiglia prima di spostarsi a fine pomeriggio nella sede del partito, via Genova a Madrid, per attendere i risultati.